Pixel art e coding: la griglia si colora seguendo le istruzioni
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
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Dieci schede di religione per la classe seconda da stampare: i simboli religiosi, le feste delle diverse culture, i luoghi sacri, la solidarietà e la gratitudine.
In seconda entrano i simboli e le feste, ed è il primo passo fuori dal proprio cortile: non «la mia festa», ma le feste, al plurale.
L'elenco: i simboli religiosi, le feste delle diverse culture, un momento di riflessione, la natura come dono, gesti di pace nel mondo, storie di amicizia, il rispetto per i luoghi sacri, la solidarietà, il dono, la gratitudine.
La seconda scheda è quella che cambia il tono della materia rispetto a come veniva insegnata una generazione fa: le feste delle diverse culture. In una classe italiana di oggi ci sono bambini che a casa festeggiano cose diverse, e una scheda che le mette tutte sullo stesso foglio fa una cosa semplice e non piccola — dice che ci sono, e che hanno un nome.
La settima, il rispetto per i luoghi sacri, insegna un comportamento più che un contenuto: come ci si sta dentro una chiesa, una moschea, una sinagoga. Silenzio, testa scoperta o coperta a seconda, non correre. Sono cose che servono quando si va in gita, e nessuno le spiega mai.
La terza, un momento di riflessione, è l'unica scheda della raccolta che non chiede niente: si sta in silenzio e si guarda dentro. Con una seconda funziona per due minuti, non di più, e va detto prima quanto durerà.
La quarta, la natura come dono, è la stessa che compare in prima: torna uguale nel titolo e allargata nel contenuto, ed è voluto.
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In seconda entrano i simboli e le feste, ed è il primo passo fuori dal proprio cortile: non «la mia festa», ma le feste, al plurale. Dieci schede: i simboli religiosi, le feste delle diverse culture, un momento di riflessione, la natura come dono, gesti di pace, storie di amicizia, i luoghi sacri, la solidarietà, il dono, la gratitudine.
La seconda scheda cambia il tono della materia. In una classe di oggi ci sono bambini che a casa festeggiano ricorrenze diverse, e un foglio che le mette tutte insieme fa una cosa semplice e non piccola: dice che ci sono, e che hanno un nome.
Se in classe ci sono famiglie che festeggiano altro, possono essere invitate a raccontare, anche solo con una fotografia o un dolce tipico. Ma solo se lo desiderano: nessun bambino va messo al centro senza averlo chiesto. Un calendario delle feste appeso in classe, con le ricorrenze delle diverse famiglie, rende il lavoro visibile per tutto l'anno.
La settima insegna un comportamento più che un contenuto: come ci si sta dentro una chiesa, una moschea, una sinagoga. Silenzio, testa coperta o scoperta a seconda del luogo, non correre. Sono cose che servono quando si va in gita, e nessuno le spiega mai. Conviene farla prima di un'uscita che passa da un luogo di culto.
La terza è l'unica scheda della raccolta che non chiede niente: si sta in silenzio e si guarda dentro. Con una seconda funziona per due minuti, non di più, e va detto prima quanto durerà. Un piccolo segnale — una campanella, una luce abbassata — aiuta a cominciare e a finire. Dopo, chi vuole può disegnare cosa ha pensato; chi non vuole, no.
La prima scheda si lega alla copertina del quaderno di religione, dove i simboli di molte fedi fanno da cornice. Si può partire da lì: questo cos'è? Chi lo usa? Le risposte che mancano si cercano insieme.
La quinta si presta a un collegamento con la Giornata internazionale della pace, il 21 settembre. Una colomba di carta per ciascuno, con dentro un gesto di pace che si è fatto o che si vuole fare.
La quarta torna dalla prima, uguale nel titolo e allargata nel contenuto. È voluto, e si può farlo notare: «l'anno scorso ne abbiamo parlato, adesso andiamo più in là».
Per il ripasso ci sono le schede di prima, e il seguito è nelle schede di terza. La copertina di religione accompagna bene la scheda dei simboli.
Hai un dubbio che non riguarda questa scheda — il TFA, un concorso, la programmazione, l’anno di prova? Scrivici dal supporto insegnanti.
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
Apri risorsaMezzo cuore disegnato nel reticolo e un asse rosso al centro: si completa l’altra metà contando le caselle, usando i puntini come guida.
Apri risorsaLa pixel art senza calcoli: nelle caselle ci sono i numeri da 1 a 5 e la legenda dà un colore a ciascuno. Si riconosce il numero, si colora, compare la figura.
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