Il rilassamento a scuola: piccole pratiche per bambini
Esercizi brevi per ritrovare calma e concentrazione: il respiro profondo, l’ascolto dei suoni, lo stiramento del bruco e la scatola della calma.
Scritto da Maestra Ilenia
, aggiornato il , 4 minuti di lettura

In questo articolo
Dopo l'intervallo, dopo la palestra, dopo una verifica o in un pomeriggio in cui la classe sembra elettrica: ci sono momenti in cui i bambini non riescono a ripartire. Hanno accumulato stimoli, emozioni e stanchezza, esattamente come gli adulti, e chiedere loro di concentrarsi subito è come chiedere di frenare di colpo.
Pochi minuti di rilassamento, inseriti al momento giusto, cambiano il resto della giornata. Non servono competenze specialistiche né materiali costosi: bastano alcuni esercizi semplici, proposti con costanza, finché diventano un'abitudine che la classe conosce e aspetta.
Quando proporlo
Il rilassamento funziona meglio se ha un posto fisso nella giornata. I momenti più adatti sono di solito:
- il rientro dall'intervallo o dalla mensa
- la fine di un'attività motoria o di un momento molto agitato
- prima di un lavoro che richiede molta concentrazione, come una verifica
- la fine della giornata, prima dell'uscita
Una sequenza sempre uguale — rientro, qualche minuto di calma, nuova attività — aiuta i bambini a sapere cosa succede, e la calma arriva più in fretta proprio perché è attesa.
Il respiro del palloncino
È l'esercizio più semplice e il più efficace. I bambini appoggiano le mani sulla pancia, inspirano lentamente dal naso immaginando di gonfiare un palloncino, poi espirano piano dalla bocca, sgonfiandolo. Tre o quattro respiri bastano per rallentare.
Qualche variante per non annoiarsi:
- il respiro della candela: si soffia piano su un dito alzato, come su una candelina, senza spegnerla
- il respiro del fiore: si annusa un fiore immaginario e si soffia su un soffione
- il respiro contato: si inspira contando fino a tre, si espira contando fino a quattro
Con i più piccoli aiuta sdraiarsi e appoggiare un peluche sulla pancia: lo si vede salire e scendere.
L'ascolto dei suoni
Si chiudono gli occhi, o si guarda in basso, e per un minuto si ascoltano i suoni intorno: il ronzio della luce, una macchina che passa, il vento, un compagno che respira. Alla fine ognuno dice quanti suoni ha sentito, e quali.
Oltre a calmare, l'esercizio allena l'attenzione, e si può rendere più lungo con il tempo. Una variante è suonare un triangolo o una campanella e alzare la mano quando il suono non si sente più.
Il corpo che si scioglie
Dopo una lunga attività seduti, qualche movimento lento aiuta a sciogliere la tensione:
- il bruco che si allunga: in piedi, ci si stira verso l'alto sulle punte, poi ci si piega lentamente verso terra
- il gatto che si stiracchia: a quattro zampe, schiena su e schiena giù
- l'albero nel vento: in piedi, braccia alzate, ci si dondola piano da una parte all'altra
- il sacco di sabbia: si stringono forte i pugni e le spalle per tre secondi, poi si lasciano andare di colpo
L'ultimo esercizio è utile per insegnare la differenza tra un muscolo contratto e uno rilassato: molti bambini non se ne accorgono finché non la provano.
Le immagini guidate
Con la voce bassa, l'insegnante accompagna i bambini in un breve viaggio immaginario: una spiaggia, un prato, una nuvola su cui sdraiarsi. Bastano due o tre minuti e poche immagini semplici. Alla fine si torna lentamente, muovendo prima le dita, poi le braccia, poi aprendo gli occhi.
La scatola della calma
Un piccolo angolo, o anche solo una scatola, con oggetti che aiutano a ritrovare la calma è a disposizione di chi ne ha bisogno: una clessidra, una palla morbida da stringere, un barattolo con acqua e brillantini da scuotere e guardare, qualche immagine rilassante, un cuscino.
Per chi ha bisogno di stimoli sensoriali più precisi, materiali tattili come quelli del laboratorio L'albero delle stagioni tattile mostrano come anche il tatto possa diventare un modo per tornare a sé.
Una regola importante: la scatola della calma non è una punizione. Ci si va per stare meglio, non perché si è stati mandati via.
Cosa cambia con l'età
All'infanzia il rilassamento passa quasi tutto dal corpo e dal gioco: animali da imitare, storie da ascoltare sdraiati, musiche lente.
In prima e seconda si possono introdurre i primi esercizi di respiro contato e di ascolto, sempre brevi.
In terza, quarta e quinta i bambini possono imparare a usare gli esercizi da soli, per esempio prima di una verifica, e riflettere su quando sentono di averne bisogno. È un primo passo verso una competenza preziosa: accorgersi del proprio stato e sapere cosa fare.
Per chi fa più fatica
Alcuni bambini non riescono a stare fermi o a chiudere gli occhi, e non vanno forzati. Si può proporre di guardare un punto fisso, di stringere una palla morbida, di muoversi lentamente invece di restare immobili. Per chi ha una sensibilità particolare, anche l'ambiente conta: luci meno forti, meno rumore, un posto un po' in disparte. Il collegamento con il lavoro sulle emozioni è stretto, e l'articolo sull'educazione emotiva propone strumenti che si integrano bene con questi esercizi.
Gli errori da evitare
- proporre il rilassamento solo quando la classe è già fuori controllo: funziona meglio come abitudine che come rimedio
- sessioni troppo lunghe: pochi minuti, con regolarità, valgono più di mezz'ora ogni tanto
- pretendere il silenzio perfetto: qualche risatina, le prime volte, è normale
Il rilassamento non è tempo tolto alla didattica, ma la condizione che la rende possibile. Quando la classe respira insieme, anche il lavoro che segue va meglio.
Le schede di sostegno
Da stampare e usare in classe, gratuite. Vedile tutte
Agenda visiva: i primi giorni di scuola
Agenda visiva della giornata da stampare: otto momenti illustrati dall'arrivo all'uscita, le istruzioni per costruirla e la striscia di icone da ritagliare.
Apri risorsaLa nostra gita scolastica: le nove regole in tessere illustrate
Le nove regole della gita in tessere illustrate: stare con il gruppo, la cintura sul pullman, non correre, rispettare l’ambiente, gli orari. Con il poster riassuntivo.
Apri risorsaAgenda visiva: l'intervallo a scuola
Agenda visiva dell'intervallo da stampare: le otto azioni dal riporre lo zaino al rientro in classe, come usarla e la striscia di icone da ritagliare.
Apri risorsaDa leggere dopo
Verifiche
Verifiche d’ingresso: come impostarle senza stress
Una guida per progettare prove chiare ed efficaci: partire dagli obiettivi, graduare gli esercizi, scrivere consegne semplici e usare i risultati per programmare.
Maestra Ilenia, 16 settembre 2026, 4 minuti di lettura
Giorni speciali
5 idee per la Giornata della Terra in classe
Attività semplici per sensibilizzare i bambini sull’ambiente: la conversazione guidata, il gioco «Amico dell’ambiente», l’opera con materiali di recupero e la sfida dei piccoli gesti.
Maestra Sarah, 16 settembre 2026, 3 minuti di lettura
Valutazione
Valutare in itinere: osservazioni utili per programmare
Come raccogliere informazioni preziose durante il percorso: distinguere osservazione e voto, griglie essenziali, note sistematiche e autovalutazione.
Maestra Sarah, 16 settembre 2026, 4 minuti di lettura





