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Scuola dell'infanzia

Agenda visiva: i primi giorni di scuola

Il manifesto dell'agenda visiva, con gli otto momenti della giornata in fila e i riquadri delle istruzioni

Agenda visiva della giornata da stampare: otto momenti illustrati dall'arrivo all'uscita, le istruzioni per costruirla e la striscia di icone da ritagliare.

Un manifesto solo, e dentro c'è tutto: a cosa serve un'agenda visiva, per chi è utile, gli otto momenti della giornata scolastica in fila — arrivo e accoglienza, saluto e routine, attività del giorno, attività creativa, merenda, gioco libero, racconto e condivisione, saluto e uscita — e in fondo le stesse otto icone da ritagliare.

La parte che vale di più è quella in mezzo, «come crearla», sei passaggi fotografati: ritaglia le icone, incollale su cartoncini colorati, plastificale con lo scotch trasparente, fissale con il velcro o con una striscia di cartoncino, usa il velcro per poter cambiare l'ordine, mostra l'agenda ogni mattina. Sono le istruzioni che di solito mancano — le agende visive si trovano ovunque già fatte, e poi si scopre che senza velcro l'ordine non si cambia mai e dopo due settimane nessuno la usa più.

Il riquadro «adattamenti inclusivi» dice una cosa che va contro l'istinto: ridurre il numero di attività se necessario. Otto tessere sono tante per chi comincia. Se ne mettono tre, e si aggiungono quando reggono.

Il secondo foglio è solo la striscia delle icone, per stamparne altre copie senza rifare tutto il manifesto: quando una tessera si rovina — e si rovina — si ristampa quella pagina lì.

Due pagine in A4 verticale, a colori. Stampa il manifesto su carta normale e le icone su cartoncino.

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Come usarla in classe

L'agenda visiva funziona se si usa ogni giorno, sempre nello stesso modo. Costruirla richiede un pomeriggio; il lavoro vero comincia dopo, quando diventa il primo gesto della mattina.

Prima del primo giorno

Si stampa il manifesto su carta normale e la striscia delle icone su cartoncino, poi si seguono i sei passaggi illustrati: ritagliare, incollare, plastificare con lo scotch largo, attaccare il velcro. Conviene preparare subito una seconda copia delle icone, da tenere nel cassetto: una tessera persa il terzo giorno non deve fermare tutto.

Il posto conta. L'agenda della classe va appesa all'altezza degli occhi dei bambini, vicino al punto dove ci si raduna al mattino. Per il bambino che ne ha più bisogno può servire anche una versione personale, più piccola, sul suo banco.

Ogni mattina

Si guarda l'agenda insieme, prima di cominciare, e si nomina ogni momento: «Adesso c'è l'accoglienza, poi il saluto, poi l'attività del giorno». Quando un momento è finito si stacca la tessera o si sposta l'indicatore: vedere la fila che si accorcia aiuta a capire quanto manca all'uscita.

Se la giornata cambia — un'uscita, una recita, un supplente — lo si mostra sull'agenda prima che succeda, spostando o sostituendo una tessera. Il cambiamento anticipato fa molta meno paura di quello improvviso.

Adattarla

Il riquadro degli adattamenti inclusivi va preso alla lettera: per chi comincia, otto tessere sono tante. Si può partire da tre — arrivo, attività, uscita — e aggiungere le altre quando la routine regge. Per un bambino che non legge, le icone bastano; per chi legge, si può scrivere la parola sotto ogni immagine.

All'infanzia l'agenda può restare per tutto l'anno. Alla primaria, dopo qualche mese, molti bambini non ne hanno più bisogno: si può lasciare appesa e smettere di commentarla, e chi ne ha ancora bisogno continua a guardarla.

Da usare insieme

Per il momento più difficile della mattina c'è l'agenda visiva dell’intervallo, e per una giornata intera con più tessere La mia giornata a scuola. Come costruire routine che reggono è raccontato nell'articolo sulle transizioni tra le attività.

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