Dodici immagini, e per ciascuna due modi di scrivere la parola: maglione o malione, scimmia o schimmia, giraffa o girafa. L'immagine cambia il compito rispetto a un dettato: la parola è nota, il significato è dato, resta solo da decidere come si scrive. È ortografia allo stato puro.
Le difficoltà dentro la scheda
Le coppie coprono le difficoltà su cui si torna tutto l'anno in terza:
- GLI: maglione o malione
- GN: pigna o pignia
- SCI: scimmia o schimmia
- le doppie: giraffa o girafa, trottola o trotola
- la M davanti a P e B: ombrello o onbrello
L'ultima coppia è la più interessante da discutere: perché si scrive ombrello e non onbrello? La regola della M davanti a P e B si capisce anche con la bocca: per dire B le labbra si chiudono, e la M si prepara con le labbra già chiuse.
Come correggerla
Conviene contare gli errori per tipo, non in totale. Una tabella con le cinque difficoltà e i nomi dei bambini mostra subito su cosa lavorare: se la metà della classe sbaglia le doppie, sono le doppie l'argomento della prima settimana.
Dopo: il gioco del detective
Un'attività che segue bene: ogni bambino riceve una frase con un errore nascosto, e deve trovarlo come un detective. Poi si scambiano le frasi. Costruire una frase con un errore da far trovare ai compagni è un esercizio ancora più efficace, perché chiede di conoscere la regola.
Collegamento con la lettura
Molti errori di ortografia si riducono leggendo molto. Chi legge spesso vede le parole scritte bene, e la forma giusta si fissa senza bisogno di regole. La lettura ad alta voce dell'insegnante e la lettura libera, anche in terza, aiutano l'ortografia più di quanto sembri.
Adattamenti
Per chi ha un disturbo specifico dell'apprendimento, la scheda si può ingrandire o dividere in due parti. Le immagini aiutano chi fatica a leggere, perché il significato è già dato.
Per un'altra prova sui gruppi difficili c'è Parole estive, e per i suoni dolci I suoni CI CE GI GE. Le altre prove sono nelle verifiche d’ingresso della classe terza.