Il racconto d'apertura è la mattina di Sofia — sveglia presto, colazione con latte e biscotti, la strada per la scuola a piedi con Marco — e le quattro domande che seguono chiedono cose che stanno tutte scritte nel testo. È una comprensione letterale, di proposito: a inizio terza serve sapere chi legge e ritrova, non chi interpreta.
Poi la grammatica vera e propria: dividere in sillabe parole più lunghe di quelle di seconda (farfalla, montagna, scivolo), i plurali, i nomi da sottolineare nelle frasi, i verbi, gli articoli da scegliere fra il, la, lo, gli e le, e la punteggiatura finale fra punto, esclamativo e interrogativo.
Gli articoli sono la consegna che distingue: «lo zaino» e «le amiche» non si indovinano, si sanno. Se un bambino mette «il zaino» il problema non è l'articolo, è che nessuno gli ha ancora fatto notare cosa succede davanti a z e s impura.
L'ultima consegna chiede due o tre frasi su cosa si è fatto d'estate. È l'unico pezzo di scrittura libera, va corretto guardando se le frasi stanno in piedi e non se l'estate è stata interessante, e ha il vantaggio di arrivare quando il rientro è appena successo.