Pixel art e coding: la griglia si colora seguendo le istruzioni
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
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Dieci schede di musica per la classe prima da stampare: forte o piano, veloce o lento, suoni acuti e gravi, il ritmo, gli strumenti e i suoni della natura.
Le prime tre schede di prima sono tre coppie di opposti, e messe in fila sono l'intero alfabeto della musica: forte o piano, veloce o lento, acuti o gravi. Intensità, tempo, altezza. Tutto quello che si dirà nei cinque anni successivi si appoggia su queste tre distinzioni.
L'elenco: forte o piano, veloce o lento, gli strumenti musicali, i suoni della natura, il mio corpo fa musica, canzoni conosciute, suoni acuti e gravi, il ritmo, ascolta e disegna, la mia orchestra.
Metterle come coppie di contrari è la scelta che rende la materia insegnabile a sei anni: un bambino non sa dire «questo suono ha un'intensità elevata», ma sa benissimo dire se è forte o piano. Il nome tecnico arriva dopo, e su una base che c'è già.
La quinta è quella da fare per prima se la classe è agitata: il mio corpo fa musica. Battere le mani, pestare i piedi, schioccare le dita — la body percussion non chiede strumenti, non fa rumore di ferraglia e funziona con venticinque bambini in un'aula normale. Torna in terza come «il corpo come strumento».
La nona, ascolta e disegna, è l'unica scheda della raccolta in cui non c'è una risposta: si mette un brano e si disegna quello che fa venire in mente. Vale la pena scegliere il brano con cura e non lasciarlo al caso — qualcosa di molto marcato, dove il cambio si sente.
Chiude «la mia orchestra», che chiede di immaginare quali strumenti si vorrebbero suonare insieme. È il modo giusto di finire un anno passato a riconoscere suoni: adesso scegli i tuoi.
Dieci pagine in A4 verticale, con la fascia del titolo in arancione e le note nell'angolo.
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Le prime tre schede di prima sono tre coppie di opposti, e messe in fila sono l'alfabeto della musica: forte o piano, veloce o lento, acuto o grave. Intensità, tempo, altezza. Poi gli strumenti, i suoni della natura, il corpo che fa musica, le canzoni conosciute, il ritmo, l'ascolto con il disegno, la mia orchestra.
Ogni scheda va preceduta dall'ascolto. Per forte e piano, l'insegnante batte sul tamburello, o sul banco, forte e piano, e la classe alza le braccia o le abbassa. Per veloce e lento, si cammina nell'aula seguendo il ritmo. Per acuto e grave, un bicchiere di vetro con poca acqua e uno con tanta, colpiti con un cucchiaino. Solo dopo si compila la scheda, che diventa il ricordo di una cosa fatta.
Un bambino non sa dire «questo suono ha un'intensità elevata», ma sa benissimo dire se è forte o piano. I nomi tecnici arriveranno dopo, su una base che c'è già.
La quinta è quella da fare per prima se la classe è agitata. Battere le mani, pestare i piedi, schioccare le dita: la body percussion non chiede strumenti e funziona con venticinque bambini in un'aula normale. Un gioco semplice è l'eco: l'insegnante fa un ritmo breve, la classe lo ripete. Poi un bambino a turno propone il suo.
La nona è l'unica scheda della raccolta senza una risposta: si mette un brano e si disegna quello che fa venire in mente. Conviene scegliere il brano con cura: qualcosa con cambi molto marcati, dove si sente quando la musica diventa forte, o lenta, o triste. Brani classici pensati per i bambini, come quelli che raccontano animali, funzionano bene perché ogni parte ha un carattere preciso.
La quarta si fa meglio con una passeggiata in cortile, in silenzio, per due minuti. Cosa si sente? Gli uccelli, il vento, una macchina lontana. Si torna in classe e si mette tutto sulla scheda.
La terza scheda si accompagna con l'ascolto di qualche strumento, anche registrato. Se qualche famiglia ha uno strumento in casa e un genitore o un fratello lo suona, una visita in classe vale più di qualsiasi registrazione.
L'ultima chiede di immaginare quali strumenti si vorrebbero suonare insieme. È il modo giusto di finire un anno passato a riconoscere suoni: adesso si scelgono i propri. Si può chiudere con una piccola orchestra di classe, con gli strumenti a percussione che la scuola ha, o costruiti.
Il seguito è nelle schede di seconda. Per il quaderno c'è la copertina di musica.
Hai un dubbio che non riguarda questa scheda — il TFA, un concorso, la programmazione, l’anno di prova? Scrivici dal supporto insegnanti.
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
Apri risorsaMezzo cuore disegnato nel reticolo e un asse rosso al centro: si completa l’altra metà contando le caselle, usando i puntini come guida.
Apri risorsaLa pixel art senza calcoli: nelle caselle ci sono i numeri da 1 a 5 e la legenda dà un colore a ciascuno. Si riconosce il numero, si colora, compare la figura.
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