Pixel art e coding: la griglia si colora seguendo le istruzioni
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
Apri risorsa
Dieci schede di educazione motoria per la classe prima da stampare: il mio corpo, saltare correre camminare, il riscaldamento, l'equilibrio e le regole del gioco.
Una materia che si fa in palestra, e delle schede che servono a fissare per iscritto quello che il corpo ha già capito. È il modo giusto di intenderle: non si compilano al posto della lezione, si compilano dopo.
L'elenco: il mio corpo, saltare correre camminare, le mie mani e i miei piedi, il gioco di squadra, il riscaldamento, l'equilibrio, sport che conosco, il mio corpo si muove, le regole del gioco, la settimana sportiva.
La quinta è quella da non saltare: il riscaldamento. È l'unica cosa della lezione di motoria che i bambini vorrebbero sempre saltare e che serve sempre, e metterla per iscritto in prima — cosa si fa, perché si fa — trasforma un'imposizione in una ragione. Torna in terza come «riscaldamento specifico».
La nona, le regole del gioco, è la coppia della scheda sulle regole della classe che in educazione civica arriva nello stesso anno. La differenza è istruttiva e vale la pena farla notare: le regole della classe le scriviamo noi, quelle del gioco esistono già e valgono per tutti, anche per chi perde.
La sesta, l'equilibrio, è la più utile dal punto di vista motorio: stare su un piede, camminare su una linea, fermarsi al segnale. Sono le cose che a sei anni si stanno ancora costruendo, e la scheda serve a far notare i progressi, non a valutarli.
Chiude la settimana sportiva, che chiede di segnare cosa si è fatto ogni giorno. È la prima volta che si tiene traccia di sé stessi nel tempo — la stessa idea che in quinta diventerà l'autovalutazione.
Dieci pagine in A4 verticale, con la fascia del titolo in verde e la palla nell'angolo.
Per scaricarla serve un account gratuito.
Bastano un minuto e un indirizzo email.
Registrati gratisHai già un account? Accedi
10 pagine. È un’anteprima: per stamparla bene serve il PDF.
Per scaricare il PDF serve un account gratuito. Registrati
Una materia che si fa in palestra, e schede che servono a fissare per iscritto quello che il corpo ha già capito. È il modo giusto di intenderle: non si compilano al posto della lezione, si compilano dopo. Dieci schede: il corpo, saltare correre camminare, mani e piedi, il gioco di squadra, il riscaldamento, l'equilibrio, gli sport, il movimento, le regole del gioco, la settimana sportiva.
Ogni scheda funziona meglio il giorno dopo la lezione, o al rientro in classe, quando i bambini hanno ancora nel corpo quello che hanno fatto. «Ieri abbiamo saltato, corso, camminato: cosa era più facile? Cosa più faticoso?». La scheda è il ricordo, non la lezione.
La quinta è quella da non saltare. Il riscaldamento è l'unica parte della lezione che i bambini vorrebbero sempre evitare e che serve sempre. Metterlo per iscritto in prima — cosa si fa, perché si fa — trasforma un'imposizione in una ragione. Si può spiegare con un paragone semplice: i muscoli sono come la plastilina, fredda si spezza, calda si allunga.
La nona fa coppia con le regole della classe di educazione civica di prima. La differenza è istruttiva, e vale la pena farla notare: le regole della classe le scriviamo noi, quelle del gioco esistono già e valgono per tutti, anche per chi perde. Perdere è la parte più difficile, a sei anni. Si può parlarne prima di un gioco: cosa si fa quando si perde? E quando si vince?
La sesta è la più utile dal punto di vista motorio: stare su un piede, camminare su una linea, fermarsi al segnale. A sei anni sono cose che si stanno ancora costruendo, e la scheda serve a far notare i progressi, non a valutarli. Una linea di nastro adesivo sul pavimento della palestra, o del corridoio, è l'attrezzo più semplice che esista. Si può contare quanti secondi si resta su un piede a ottobre, e rifarlo a maggio.
Ogni bambino ha il suo modo di muoversi, e le schede lasciano spazio a tutti. Chi ha difficoltà motorie può completarle raccontando cosa ha fatto lui, anche se diverso dai compagni. L'importante è che nessuno si senta fuori.
L'ultima chiede di segnare cosa si è fatto ogni giorno: una camminata, un giro in bici, un gioco al parco. È la prima volta che si tiene traccia di sé stessi nel tempo, la stessa idea che in quinta diventerà autovalutazione. Non conta quanto si è fatto: conta accorgersene.
La settima è un buon momento per chiedere chi pratica uno sport fuori da scuola, e lasciare che lo racconti.
Il seguito è nelle schede di seconda. Per il quaderno c'è la copertina di educazione motoria.
Hai un dubbio che non riguarda questa scheda — il TFA, un concorso, la programmazione, l’anno di prova? Scrivici dal supporto insegnanti.
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
Apri risorsaMezzo cuore disegnato nel reticolo e un asse rosso al centro: si completa l’altra metà contando le caselle, usando i puntini come guida.
Apri risorsaLa pixel art senza calcoli: nelle caselle ci sono i numeri da 1 a 5 e la legenda dà un colore a ciascuno. Si riconosce il numero, si colora, compare la figura.
Apri risorsa