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Classe primaArte e immagine

Schede di arte e immagine per la classe prima

La prima scheda della raccolta, sull'autoritratto, con la fascia viola del titolo e la tavolozza

Dieci schede di arte e immagine per la classe prima da stampare: il mio autoritratto, i colori primari e secondari, le forme, il paesaggio e le emozioni a colori.

In prima si comincia dalla faccia propria: la scheda uno è l'autoritratto. È la scelta giusta, perché è l'unico soggetto che un bambino di sei anni conosce a memoria e che nessuno può dirgli di aver disegnato male.

L'elenco: il mio autoritratto, le forme e i colori, i colori primari e secondari, disegna la tua famiglia, la mia casa, gli animali fantastici, linee e forme, il paesaggio, emozioni a colori, il mio quadro preferito.

La terza è quella che dà una regola invece di una consegna: i colori primari e secondari. Rosso, giallo e blu non si ottengono da nessun altro colore; gli altri sì. È la prima volta che in arte si impara qualcosa che si può verificare, e conviene farla con le tempere e non solo con i pennarelli — mescolare giallo e blu e vedere uscire il verde vale dieci spiegazioni.

La nona, emozioni a colori, è la coppia della scheda sulle emozioni che in educazione civica arriva nello stesso anno. Qui però non si chiede di riconoscere un'emozione ma di darle un colore, che è una cosa diversa e più libera: non ci sono risposte sbagliate, e vale la pena dirlo ad alta voce prima di cominciare.

L'autoritratto della prima scheda torna in seconda come «autoritratto dettagliato», in terza come «il ritratto» e in quinta come «il ritratto nella storia dell'arte». È un filo lungo quattro anni, e se conservi i fogli di prima e li rimetti accanto a quelli di quinta il confronto lo fanno i bambini da soli.

Dieci pagine in A4 verticale, con la fascia del titolo in viola e la tavolozza nell'angolo.

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Come usarla in classe

In prima si comincia dalla faccia propria: la scheda uno è l'autoritratto. È la scelta giusta, perché è l'unico soggetto che un bambino di sei anni conosce a memoria e che nessuno può dirgli di aver disegnato male. Poi le forme e i colori, primari e secondari, la famiglia, la casa, gli animali fantastici, linee e forme, il paesaggio, le emozioni a colori, il quadro preferito.

L'autoritratto, da conservare

Uno specchio sul banco, anche piccolo, cambia il risultato. Il bambino si guarda, nota il colore degli occhi, la forma dei capelli, e disegna quello che vede. Senza specchio disegna quello che sa, cioè una faccia qualsiasi.

Vale la pena conservare questi fogli. L'autoritratto torna in seconda, in terza e in quinta, e se si rimettono accanto i disegni di prima e di quinta il confronto lo fanno i bambini da soli. È una delle cose che le famiglie apprezzano di più a fine ciclo.

I colori primari con le tempere

La terza scheda dà una regola invece di una consegna: rosso, giallo e blu non si ottengono da nessun altro colore; gli altri sì. È la prima volta che in arte si impara qualcosa che si può verificare. Conviene farla con le tempere e non solo con i pennarelli: mescolare giallo e blu e vedere uscire il verde vale dieci spiegazioni.

Un piccolo laboratorio: tre piattini con i primari, e un foglio dove ognuno prova a ottenere l'arancione, il verde, il viola. Poi si prova a mescolarli tutti e tre, e si scopre il marrone.

Le emozioni a colori

La nona fa coppia con la scheda sulle emozioni di educazione civica di prima. Qui però non si chiede di riconoscere un'emozione, ma di darle un colore, che è una cosa diversa e più libera. Non ci sono risposte sbagliate, e va detto ad alta voce prima di cominciare. Chi colora la felicità di viola ha ragione quanto chi la colora di giallo.

La famiglia e la casa

La quarta e la quinta chiedono di disegnare la famiglia e la casa. Come ogni scheda che tocca la famiglia, va proposta con attenzione: ognuno disegna chi vuole e la casa in cui vive, qualunque sia.

Gli animali fantastici

La sesta è la più libera della raccolta: un animale che non esiste. Si può proporre un gioco: ognuno pesca tre animali da un cappello e li mescola in uno solo. Poi gli dà un nome e racconta cosa mangia.

Il quadro preferito

L'ultima si fa meglio con qualche riproduzione di quadri famosi davanti, fra cui scegliere. Ognuno spiega perché gli piace il suo.

Il seguito è nelle schede di seconda. Per le emozioni ci sono anche le schede di educazione civica di prima.

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