«Scoprire il passato, capire il presente»: la riga sotto il titolo è la risposta più semplice alla domanda che prima o poi qualcuno fa, cioè a che cosa serve la storia. Vale la pena leggerla ad alta voce il giorno in cui si distribuisce la copertina.
Gli oggetti in ordine
Intorno al titolo ci sono la pergamena, la colonna, il castello, il tempio greco, l'anfora, l'elmo romano con la spada, il mappamondo e il libro. Messi così sembrano decorazione; in realtà coprono un pezzo lungo di storia, dai greci al medioevo.
Con una quarta o una quinta si può giocarci prima di colorare. La domanda è: «quale di questi oggetti è il più antico? E quale il più recente?». Le risposte non contano come voto, contano per capire cosa sa già la classe. Chi ha visto un castello da vicino, chi sa cos'è un'anfora, chi confonde i romani con i cavalieri: è un piccolo test d'ingresso senza carta.
In prima, seconda e terza
Nei primi anni la storia parla del tempo del bambino: ieri, oggi, domani, la giornata, la propria storia personale. Gli oggetti antichi della copertina sono lontani da quel programma, e va bene così. Si può semplicemente chiedere: «queste cose sono di oggi o di tanto tempo fa?». È già un primo lavoro sul prima e sul dopo.
In terza, quando si arriva alla preistoria, la copertina non ha dinosauri né caverne: si può proporre di aggiungerne uno a matita, nello spazio libero.
Il tempo che serve
Il disegno è fitto e i dettagli sono piccoli: per colorarlo bene ci vuole tempo. Conviene dividerlo in due momenti, oppure lasciarlo per chi termina prima. Per i bambini con difficoltà di motricità fine, si può ingrandire la stampa in A3 e poi ridurla in fotocopia per incollarla, oppure scegliere insieme solo tre o quattro oggetti da colorare.
Incollarla
Colla stick su tutto il foglio, non solo agli angoli. In basso, i campi per nome e classe; in prima può compilarli l'insegnante.
Le altre copertine della serie sono nella sezione Accoglienza: geografia, scienze e tecnologia. Le schede per il resto dell'anno sono in Storia.