Una beuta con la faccia, un dinosauro, un razzo, Saturno, una lente d'ingrandimento, un atomo. Sembra un miscuglio, ed è proprio il punto: alle elementari «scienze» vuol dire tutte queste cose insieme, e la copertina lo dice senza bisogno di spiegarlo.
Una domanda per cominciare
Prima di colorare, si può chiedere ai bambini di trovare nel disegno tutte le cose che secondo loro si studiano in scienze. Poi: «ce n'è qualcuna che non c'entra?». La risposta di solito è il dinosauro o il razzo, e la discussione che ne nasce — i dinosauri sono scienze? E lo spazio? — è una buona introduzione alla materia. Si scopre che le scienze studiano gli animali, anche quelli che non ci sono più, e il cielo.
La lente d'ingrandimento
Tra gli oggetti, la lente è quello da valorizzare. È lo strumento dell'osservazione, e l'osservazione è il cuore delle scienze alla primaria. Se in classe ce n'è una vera, è il momento di farla girare: guardare da vicino la propria mano, una foglia, la trama del foglio. Il bambino colora poi la lente disegnata sapendo a cosa serve.
I campi in alto
Nome, cognome e classe stanno in alto, sotto il titolo, e non in fondo come sulle altre copertine della serie. Se si preparano i quaderni per tutta la classe, conviene compilarli tutti prima di distribuirli. In prima, dove molti bambini non scrivono ancora il cognome, è un piccolo aiuto.
Il tempo che serve
La cornice di stelline e atomi è piena di piccoli spazi: colorarla tutta richiede pazienza. Una possibilità è lasciare la cornice per ultima, o farla colorare con un colore solo. Per chi ha difficoltà di motricità fine, meglio concentrarsi sui soggetti grandi — la beuta, il dinosauro, il pianeta — e lasciare le stelline.
Incollarla
Colla stick su tutta la superficie, perché il quaderno di scienze viene aperto e chiuso spesso, e gli angoli si staccano per primi.
Le altre copertine della serie sono nella sezione Accoglienza: geografia, storia e tecnologia. Le schede per il resto dell'anno sono in Scienze.