Come creare un angolo lettura accogliente in classe
Uno spazio che invita i bambini ad avvicinarsi ai libri con piacere: la posizione, le sedute, i libri in vista e i piccoli rituali di lettura.
Scritto da Maestra Ilenia
, aggiornato il , 5 minuti di lettura

In questo articolo
Un angolo lettura ben pensato può fare la differenza nel rapporto che i bambini costruiscono con i libri. Non si tratta di avere uno scaffale in fondo all'aula, ma di creare uno spazio che dica, senza bisogno di parole: qui si viene per leggere, e si sta bene.
Anche in un'aula piccola, con banchi a file e poco spazio libero, si può ricavare un angolo che funziona. Servono meno soldi di quanto si pensi e un po' più di cura.
Prima di cominciare: a cosa serve l'angolo
Conviene chiederselo, perché la risposta cambia le scelte. Un angolo lettura può servire a tre cose diverse:
- offrire un posto tranquillo dove leggere da soli, nei momenti liberi o quando si è finito un lavoro
- ospitare la lettura ad alta voce dell'insegnante, con la classe raccolta vicino
- far girare i libri, con un piccolo prestito verso casa
La maggior parte delle classi vuole tutte e tre le cose. Tenerle presenti aiuta a decidere dove metterlo, quanto grande farlo e come organizzare i libri.
Dove metterlo
Lontano dalla porta e dal passaggio verso i bagni o l'armadio dei materiali: chi legge non deve essere scavalcato. Vicino a una finestra, se possibile, perché la luce naturale stanca meno gli occhi. In un angolo vero, con due pareti, perché uno spazio raccolto comunica protezione.
Se lo spazio manca, basta delimitare: un tappeto, una libreria bassa messa di traverso, una tenda leggera appesa a un filo. Quello che conta è che si capisca dove comincia l'angolo e dove finisce il resto dell'aula.
Renderlo comodo
Cuscini lavabili, un tappeto, qualche seduta bassa: la lettura cambia se si può stare seduti per terra o sdraiati invece che dritti su una sedia. Con i più piccoli funziona una tenda o una piccola «tana» di stoffa, che trasforma la lettura in un rifugio.
Una regola semplice evita che l'angolo diventi il posto delle chiacchiere: nell'angolo si legge, si guarda un libro o si ascolta. Si può scrivere, con un disegno, sul cartellone delle regole di classe.
I libri: quanti, quali e come metterli
Non servono centinaia di titoli. Meglio pochi libri scelti bene, e cambiati spesso, che uno scaffale pieno che nessuno guarda più.
Con la copertina in vista. Soprattutto all'infanzia e nei primi anni della primaria, i bambini scelgono dalla copertina, non dal dorso. Una mensola frontale, o anche un semplice filo con le mollette, fa sfogliare molti più libri di uno scaffale tradizionale.
Di tipi diversi. Albi illustrati, libri senza parole, fumetti, libri sugli animali o sullo spazio, poesie, libri con le alette per i più piccoli. Chi dice di non amare leggere spesso non ha ancora trovato il suo genere.
A più livelli. In ogni classe ci sono lettori molto diversi. Accanto ai libri adatti all'età servono libri più semplici, che nessuno deve vivere come «da piccoli», e qualcuno più impegnativo per chi corre avanti. I libri ad alta leggibilità, con caratteri chiari e testi spaziati, aiutano chi ha difficoltà di lettura o un disturbo specifico.
Organizzati in cesti. Cesti o scatole per tema — animali, paura, amicizia, stagioni — con un'etichetta illustrata permettono ai bambini di rimettere a posto da soli.
Per chi sta ancora imparando a leggere, accanto ai libri si possono tenere anche schede semplici che collegano parola e immagine, come Abbina immagine e parola, da usare come gioco nei momenti liberi.
Tenerlo vivo durante l'anno
Un angolo lettura che resta uguale da settembre a giugno si spegne verso novembre. Qualche modo per rinnovarlo senza fatica:
- cambiare una parte dei libri ogni mese, legandola alla stagione o a un tema che si sta affrontando in classe
- esporre «il libro della settimana», scelto a turno da un bambino che lo presenta ai compagni in un minuto
- chiedere alla biblioteca comunale un prestito per la classe: molte lo prevedono, e rinnova la scelta senza spese
- raccogliere i libri che le famiglie non usano più, controllandoli prima di metterli in circolo
I rituali che fanno la differenza
L'angolo da solo non basta: serve un tempo per usarlo. Un momento fisso di lettura libera durante la settimana, anche solo quindici minuti, lo rende parte della vita di classe. La lettura ad alta voce dell'insegnante, ogni giorno o quasi, resta uno dei modi più semplici per far nascere la voglia di leggere, a qualunque età, quinta compresa.
Un piccolo prestito verso casa — un libro nella busta del venerdì, da riportare il lunedì — porta la lettura anche in famiglia. Un registro semplice, con il nome del bambino e il titolo, evita che i libri si perdano. Chi non ha libri a casa ne ha bisogno più degli altri.
Cosa cambia con l'età
All'infanzia l'angolo è soprattutto sfogliare, guardare, raccontare le immagini: libri robusti, cartonati, e un adulto che legge spesso.
In prima e seconda l'angolo accompagna chi sta imparando a leggere: testi brevi, caratteri grandi, e la possibilità di leggere a coppie.
In terza, quarta e quinta si possono introdurre i primi libri a capitoli, le recensioni scritte dai bambini appese vicino ai libri, e piccoli club di lettura in cui tre o quattro compagni leggono lo stesso titolo.
Gli errori da evitare
- trasformare l'angolo in punizione («vai a leggere finché non ti calmi») o in premio riservato a chi finisce prima
- riempirlo di libri rovinati o troppo vecchi, che comunicano trascuratezza
- chiedere una scheda di comprensione dopo ogni lettura libera: la lettura per piacere non va sempre verificata
Un angolo lettura non è un grande investimento: bastano uno spazio, cura e continuità. Prima ancora delle competenze, quello che conta è che i bambini abbiano voglia di tornarci.
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