Due pagine che partono da un testo di due righe — il gatto di Anna, Miao, che gioca con una palla rossa — e ci tornano sopra due volte: prima con due domande aperte, poi, in fondo, con un vero o falso che cambia il colore della palla. Chi risponde a memoria invece di rileggere ci casca.
Il vero o falso in fondo
È la parte più intelligente della prova. Alla fine, lontano dal testo, una domanda chiede qualcosa sulla palla con un colore diverso. Chi ha risposto a memoria, senza tornare a guardare, sbaglia. Chi rilegge, no. Dopo la correzione vale la pena dirlo alla classe: quando non si è sicuri, si torna al testo. È una delle abitudini più importanti della comprensione.
Il plurale di «mano»
Fra i plurali ce n'è uno solo irregolare, «mano», messo terzo su sei. Chi applica la regola meccanicamente scrive «mane» e si tradisce. Conviene guardare questa riga prima di tutte le altre: dice chi ragiona sulla parola e chi segue uno schema.
Il resto della prova
- le sillabe: dividere le parole in sillabe
- la sillaba mancante, da scegliere in una banca di sei
- M e N davanti a consonante: la regola della M davanti a P e B
- il riordino delle frasi, con le parole in disordine
Il riordino delle frasi è un buon indicatore: chi riesce a ricostruire una frase ha un'idea di come funziona la lingua, non solo delle singole parole.
Il disegno finale
La prova si chiude con il disegno dell'animale preferito e il suo nome. Non è un riempitivo: è l'unico punto in cui il bambino scrive una parola scelta da lui. E chiude la verifica con qualcosa di piacevole, invece che con un esercizio.
Come proporla
Due pagine, meglio in due momenti. Le consegne si leggono ad alta voce, una alla volta, perché a inizio seconda la lettura autonoma non è sicura per tutti.
Dopo la correzione
Gli errori si raccolgono per tipo. La regola della M davanti a P e B, se sbagliata da molti, si affronta con un gioco: si dicono parole come «campo» e «tempo» con la mano sulle labbra, e si sente che le labbra si chiudono.
Le altre prove per la seconda sono nelle verifiche d’ingresso della classe seconda, come Sillabe: forma le parole.