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Sicurezza digitale: schede di educazione civica

Prima pagina della scheda, con il titolo e l'inizio del contenuto

Schede di educazione civica sulla sicurezza digitale per la quarta e la quinta: le azioni corrette per navigare in sicurezza e gli oggetti tecnologici da collegare.

Quattro pagine su come si sta online, dentro un discorso più ampio sulla tecnologia che ci circonda.

Si comincia dal concreto: collegare ogni oggetto tecnologico alla sua funzione principale — lavorare e studiare, guidare il traffico, pulire la casa, comunicare — e poi elencare, disegnare e spiegare tre oggetti tecnologici che si usano davvero.

La parte sulla sicurezza è una lista di azioni da valutare con una X, e sono scritte bene perché non sono tutte ovvie: condividere la password con gli amici, chiedere sempre il permesso a un adulto prima di navigare, cliccare su tutti i link che incuriosiscono, non dare mai i propri dati personali a sconosciuti online, giocare solo a giochi adatti alla propria età.

La prima e la terza sono quelle su cui vale la pena fermarsi: condividere la password con l'amico del cuore a nove anni sembra un gesto di fiducia, non un rischio. È la discussione che nasce da quella riga a fare la lezione, più della crocetta.

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Come usarla in classe

Una scheda da usare dentro l'educazione civica, e non solo come verifica: la cittadinanza digitale è uno dei temi che la scuola primaria deve affrontare, e per molti bambini di nove e dieci anni internet è già parte della vita di tutti i giorni.

Da dove partire

Prima della scheda, una domanda aperta e senza giudizio: «Chi di voi usa un telefono, un tablet o un computer? Per fare cosa?». Le risposte — giocare, guardare video, sentire i nonni, fare i compiti — mostrano quanto l'argomento sia vicino. È importante che nessuno si senta giudicato per quello che fa o non fa a casa.

La parte sulla sicurezza

La lista di azioni da valutare è il cuore della scheda. Due righe meritano una discussione vera, non solo la crocetta:

  • Condividere la password con gli amici. Per un bambino è un gesto di fiducia. Si può ragionare insieme su cosa succede se l'amicizia cambia, o se l'amico, per scherzo, usa il nostro account.
  • Cliccare su tutti i link che incuriosiscono. La curiosità è un pregio, ma online può portare in posti sbagliati. La regola da fissare è semplice: nel dubbio, si chiede a un adulto.

Le altre azioni — chiedere il permesso, non dare dati personali, giocare a giochi adatti all'età — sono più facili, ma vale la pena chiedere perché sono giuste. I bambini sanno spesso la regola senza conoscerne il motivo.

Costruire le regole della classe

Dalla discussione possono nascere le «regole per navigare sicuri» della classe: poche, scritte dai bambini, illustrate e appese in aula. Funzionano meglio di un elenco dato dall'alto, come tutte le regole costruite insieme. Si può farle firmare a ognuno, come un piccolo patto.

Coinvolgere le famiglie

Le regole della classe si possono mandare a casa, con due righe di spiegazione. La sicurezza online si impara soprattutto a casa, e sapere che a scuola se ne parla con le stesse parole aiuta le famiglie ad affrontare il discorso.

Attenzione

Se durante la discussione un bambino racconta qualcosa che preoccupa — un contatto con uno sconosciuto, un messaggio che lo ha spaventato — non va approfondito davanti alla classe. Si ascolta, si ringrazia, e si riprende il discorso in privato, informando la famiglia e, se serve, il dirigente.

Altre schede di educazione civica sono nella raccolta Educazione civica, e l'articolo sul cartellone delle regole di classe racconta come costruire regole condivise.

Hai un dubbio che non riguarda questa scheda — il TFA, un concorso, la programmazione, l’anno di prova? Scrivici dal supporto insegnanti.

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