Pixel art e coding: la griglia si colora seguendo le istruzioni
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
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Dieci schede di scienze per la classe quinta da stampare: il metodo scientifico, l'universo, il sistema nervoso, l'evoluzione, le energie rinnovabili e i caratteri ereditari.
L'ultimo anno si apre con la scheda che avrebbe potuto aprire tutti e cinque: il metodo scientifico. Osservare, farsi una domanda, provare, guardare cosa succede. Metterla in prima pagina in quinta significa dire che adesso si è pronti a capire non solo cosa sanno gli scienziati, ma come fanno a saperlo.
L'elenco: il metodo scientifico, il sistema solare e l'universo, il sistema nervoso, la riproduzione negli esseri viventi, l'evoluzione delle specie, miscugli e soluzioni, le energie rinnovabili, l'ecologia e la sostenibilità, i caratteri ereditari, un ripasso creativo.
La quinta e la nona sono le due schede da non separare, perché una spiega l'altra: l'evoluzione delle specie e i caratteri ereditari. La prima chiede di immaginare un animale preistorico e il suo discendente moderno; la seconda di disegnare l'albero genealogico della propria famiglia seguendo un carattere ereditario — il colore degli occhi, la forma del naso. Sono la stessa idea a due scale, quella dei milioni di anni e quella di tre generazioni, ed è a questo punto che l'evoluzione smette di essere una storia sui dinosauri.
Le schede sette e otto — energie rinnovabili ed ecologia — si legano alla geografia di quinta, dove gli stessi argomenti tornano dal lato del territorio. Se le due materie vanno in parallelo, vale la pena farle nella stessa settimana.
Chiude la consegna migliore della raccolta: disegna uno scienziato o una scienziata che ti piacerebbe essere, con i suoi strumenti di lavoro. Dopo cinquanta schede in cinque anni, è la domanda giusta con cui finire.
Dieci pagine in A4 verticale, a colori, con la fascia del titolo in verde e la lente con la beuta nell'angolo.
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L'ultimo anno si apre con la scheda che avrebbe potuto aprire tutti e cinque: il metodo scientifico. Osservare, farsi una domanda, provare, guardare cosa succede. Poi il sistema solare e l'universo, il sistema nervoso, la riproduzione, l'evoluzione, miscugli e soluzioni, le energie rinnovabili, l'ecologia, i caratteri ereditari, e un ripasso.
Metterlo in prima pagina significa dire che adesso si è pronti a capire non solo cosa sanno gli scienziati, ma come fanno a saperlo. La scheda rende molto di più se si usa subito: si sceglie una domanda semplice della classe — quale posto dell'aula è più caldo? In quale bicchiere si scioglie prima lo zucchero? — e la si percorre passo passo. Ipotesi, prova, risultato. Per il resto dell'anno, ogni esperimento può essere scritto con lo stesso schema.
La quinta e la nona vanno fatte vicine, perché una spiega l'altra. La prima chiede di immaginare un animale preistorico e il suo discendente moderno; la seconda di seguire un carattere ereditario nella propria famiglia, come il colore degli occhi. Sono la stessa idea a due scale: milioni di anni e tre generazioni. È qui che l'evoluzione smette di essere una storia sui dinosauri.
La scheda nove va trattata con attenzione, come ogni scheda che chiede della famiglia. Non tutti i bambini vivono con la famiglia biologica, e per alcuni la consegna può essere difficile. Un'alternativa semplice: seguire un carattere in una famiglia inventata, o in quella di un animale domestico.
La scheda sei si fa con i bicchieri: acqua e sale, acqua e sabbia, acqua e olio. Cosa si scioglie, cosa si deposita, cosa resta a galla? Poi si prova a separare: un filtro di carta, un po' di pazienza per far evaporare l'acqua salata sul termosifone.
Le schede sette e otto si legano alla geografia di quinta, dove gli stessi argomenti tornano dal lato del territorio. Se le due materie vanno in parallelo, conviene farle nella stessa settimana e dirlo: è la stessa cosa guardata da due parti.
Un gioco semplice per la scheda tre: il righello che cade. Un compagno lo lascia andare, l'altro lo afferra il prima possibile. Quanti centimetri sono passati? È il tempo di reazione, e si misura.
Chiude la migliore della raccolta: disegnare uno scienziato o una scienziata che ci piacerebbe essere, con i suoi strumenti. Dopo cinquanta schede in cinque anni, è la domanda giusta con cui finire. Vale la pena appendere i disegni, magari con una frase di ognuno: «vorrei scoprire…».
Per il ripasso ci sono le schede di quarta e le verifiche d'ingresso di quinta. Altri materiali sono in Scienze.
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Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
Apri risorsaMezzo cuore disegnato nel reticolo e un asse rosso al centro: si completa l’altra metà contando le caselle, usando i puntini come guida.
Apri risorsaLa pixel art senza calcoli: nelle caselle ci sono i numeri da 1 a 5 e la legenda dà un colore a ciascuno. Si riconosce il numero, si colora, compare la figura.
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