Pixel art e coding: la griglia si colora seguendo le istruzioni
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
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Dieci schede di inglese per la classe quinta da stampare: past simple, places in town, travelling, comparativi e superlativi, health, nationalities e at the restaurant.
L'ultimo anno si apre con il passato, che è il secondo tempo verbale della loro vita in inglese: «Yesterday I ___ (play) football», «Last week she ___ (go) to the cinema». La seconda frase è un verbo irregolare, e il vero o falso sotto chiede se «went» è il passato di «go». Mettere subito un irregolare accanto a un regolare è la scelta onesta: in inglese sono la metà di quelli che servono.
L'elenco: past simple, places in town, jobs and workplaces, travelling, comparatives and superlatives, free time activities, health and the body, nationalities and languages, at the restaurant, ripasso creativo.
Tre schede sono dialoghi da completare in situazioni vere: dal dottore («What's wrong? I have a ___»), al ristorante («What would you like? I would like ___, please»), e in viaggio con la valigia e il passaporto. È la parte che distingue la quinta dagli anni prima — non più parole isolate ma scambi, con le formule di cortesia dentro: please, thank you, anything else.
La scheda cinque chiude il lavoro cominciato in quarta: tall, taller, tallest. Il comparativo c'era già; qui si aggiunge il superlativo, e il vero o falso su «the tallest» mette a fuoco l'articolo, che è la parte che tutti dimenticano.
Nationalities and languages fa una cosa che vale più di quanto sembri: chiede di abbinare Italy, France, Spain e Germany a Italian, French, Spanish e German, e poi di completare «I am ___ and I speak ___». Distinguere il paese dalla lingua e dalla nazionalità è una confusione che dura fino alle superiori.
Le pagine sono le più asciutte della raccolta — spesso tre esercizi soli — perché quello che chiedono è più difficile.
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L'ultimo anno si apre con il passato: «Yesterday I ___ (play) football», «Last week she ___ (go) to the cinema». Un verbo regolare e uno irregolare, uno accanto all'altro, fin dalla prima scheda. Poi places in town, jobs, travelling, comparativi e superlativi, free time, health, nationalities, at the restaurant e un ripasso.
La scelta di mettere subito un irregolare accanto a un regolare è onesta: in inglese sono la metà dei verbi che servono. Conviene preparare un piccolo cartellone con i primi irregolari — go e went, eat e ate, see e saw, have e had — e lasciarlo appeso per tutto l'anno. I regolari si imparano con la regola dell'-ed, gli irregolari uno alla volta, e il cartellone cresce.
Un modo per esercitarlo a voce: il lunedì mattina, ognuno dice una cosa che ha fatto nel fine settimana. «I played», «I went», «I ate». È breve, è vero, e si ripete ogni settimana.
Tre schede sono dialoghi da completare in situazioni vere: dal dottore, al ristorante, in viaggio. È la parte che distingue la quinta dagli anni prima: non più parole isolate ma scambi, con dentro le formule di cortesia — please, thank you, anything else.
Questi dialoghi rendono di più se recitati. A coppie, con pochi oggetti: un menu scritto a mano, una valigia vuota, una borsa da dottore di cartone. La scheda si completa dopo, e il bambino scrive quello che ha già detto.
La scheda cinque chiude il lavoro cominciato in quarta: tall, taller, tallest. Il vero o falso su «the tallest» mette a fuoco l'articolo, che è la parte che tutti dimenticano. Si può fare in cortile: tre compagni in fila, e la classe dice chi è tall, chi taller, chi the tallest.
Italy e Italian, France e French, Spain e Spanish. La scheda chiede poi di completare «I am ___ and I speak ___». Distinguere il paese dalla lingua e dalla nazionalità è una confusione che dura a lungo, e vale la pena fermarsi. Se in classe ci sono bambini che parlano altre lingue a casa, è il momento per dare loro la parola: «I speak Arabic», «I speak Romanian».
Le pagine sono le più asciutte della raccolta, spesso tre esercizi soli, perché quello che chiedono è più difficile. Non servono esercizi in più: serve tempo per dire le cose ad alta voce.
Per il ripasso ci sono le schede di quarta. Altri materiali sono in Inglese, e le verifiche d'ingresso di quinta aiutano a capire da dove partire.
Hai un dubbio che non riguarda questa scheda — il TFA, un concorso, la programmazione, l’anno di prova? Scrivici dal supporto insegnanti.
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
Apri risorsaMezzo cuore disegnato nel reticolo e un asse rosso al centro: si completa l’altra metà contando le caselle, usando i puntini come guida.
Apri risorsaLa pixel art senza calcoli: nelle caselle ci sono i numeri da 1 a 5 e la legenda dà un colore a ciascuno. Si riconosce il numero, si colora, compare la figura.
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