Pixel art e coding: la griglia si colora seguendo le istruzioni
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
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Dieci schede di arte e immagine per la classe terza da stampare: il punto la linea e la superficie, la prospettiva, il ritratto, l'acquerello, il mosaico e l'arte egizia.
La terza è l'anno in cui l'arte prende un vocabolario suo, e la prima scheda lo mette in fila: il punto, la linea, la superficie. Sono i tre mattoni di qualunque immagine, e averli nominati cambia il modo in cui si guarda tutto il resto.
L'elenco: il punto la linea la superficie, la prospettiva semplice, il ritratto, il paesaggio a più piani, l'acquerello, il mosaico, l'arte egizia, decorazioni e pattern, colori e sentimenti, ripasso creativo.
La settima aggancia la storia: l'arte egizia arriva nello stesso anno in cui in storia si studiano le civiltà dei fiumi e l'antico Egitto. Non è un caso, ed è la coppia da sfruttare — la scheda di storia spiega chi erano, questa fa vedere come disegnavano, con le figure di profilo e le proporzioni fisse. Se le fai nella stessa settimana, l'una regge l'altra.
La seconda e la quarta lavorano insieme sullo spazio: la prospettiva semplice e il paesaggio a più piani. Primo piano, secondo piano, sfondo — che è il modo in cui si insegna la profondità prima di parlare di punti di fuga. Sono anche le due schede in cui i bambini si accorgono che «più lontano» si disegna «più piccolo», che sembra ovvio e non lo è.
L'acquerello della quinta è l'unica tecnica bagnata dell'anno, e va messa in conto: serve carta più spessa di quella della fotocopia, e la scheda serve come guida, non come foglio su cui dipingere.
Dieci pagine in A4 verticale, con la fascia del titolo in viola.
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La terza è l'anno in cui l'arte prende un vocabolario suo, e la prima scheda lo mette in fila: il punto, la linea, la superficie. Sono i tre mattoni di qualunque immagine, e averli nominati cambia il modo in cui si guarda tutto il resto. Poi la prospettiva, il ritratto, il paesaggio a più piani, l'acquerello, il mosaico, l'arte egizia, i pattern, colori e sentimenti, un ripasso.
Un esercizio che la accompagna bene: lo stesso soggetto disegnato tre volte, solo con punti, solo con linee, solo con macchie di colore. Il risultato è diverso ogni volta, e i bambini scoprono che gli stessi mattoni costruiscono immagini diversissime.
La seconda e la quarta lavorano insieme: la prospettiva semplice e il paesaggio a più piani. Primo piano, secondo piano, sfondo: è il modo in cui si insegna la profondità prima di parlare di punti di fuga. Sono le due schede in cui i bambini si accorgono che più lontano si disegna più piccolo, che sembra ovvio e non lo è.
Una prova concreta: in cortile, due compagni si allontanano, uno resta vicino e uno va in fondo. Guardandoli con un occhio chiuso e il pollice alzato, quello lontano sembra minuscolo. Poi si disegna.
La settima si aggancia alla storia: l'arte egizia si incontra quando si studiano le civiltà dei fiumi, che in molte classi arrivano fra la terza e la quarta. La scheda di storia spiega chi erano, questa fa vedere come disegnavano, con le figure di profilo e le proporzioni fisse. Se le due si fanno nella stessa settimana, l'una regge l'altra.
Un gioco che piace: disegnare un compagno «all'egizia», con la testa e le gambe di profilo e le spalle di fronte. Provare a stare in quella posa fa ridere, e fa capire che era una convenzione, non un errore.
La quinta è l'unica tecnica bagnata dell'anno, e va messa in conto. Serve carta più spessa di quella delle fotocopie, altrimenti si imbarca e si strappa. La scheda serve come guida, non come foglio su cui dipingere: si tiene accanto, e si dipinge su un cartoncino.
La sesta si fa con pezzetti di carta colorata strappata o ritagliata, incollati uno accanto all'altro. Le riviste vecchie sono perfette. Il lavoro è lungo, e si presta a essere fatto a gruppi su un disegno grande.
L'ottava lega arte e matematica: un motivo che si ripete. Si possono cercare pattern in classe, sui vestiti, sul pavimento.
Per il ripasso ci sono le schede di seconda. Per l'arte egizia, conviene affiancarla alle schede di Storia.
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Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
Apri risorsaMezzo cuore disegnato nel reticolo e un asse rosso al centro: si completa l’altra metà contando le caselle, usando i puntini come guida.
Apri risorsaLa pixel art senza calcoli: nelle caselle ci sono i numeri da 1 a 5 e la legenda dà un colore a ciascuno. Si riconosce il numero, si colora, compare la figura.
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