Pixel art e coding: la griglia si colora seguendo le istruzioni
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
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Pregrafismo dell'alfabeto in cinquanta schede da stampare: ogni lettera si ripassa in stampato maiuscolo e minuscolo, si riconosce fra le altre e si illustra con una parola.
Cinquanta pagine di pregrafismo che percorrono tutto l'alfabeto, dalla A di APE alla Z di ZEBRA. Ogni lettera ha la sua scheda, sempre costruita allo stesso modo: in alto la parola-immagine, poi sei tracciati della maiuscola e sei della minuscola da ripassare, un riquadro «Colora» e uno «Disegna».
In fondo a ogni pagina c'è l'esercizio che fa la differenza: un gruppetto di lettere in cui riconoscere quella giusta fra i suoi sosia grafici — la b in mezzo a d, D, q; la u fra v, V, w, W. È lì che si allena la discriminazione visiva, il punto su cui inciampano quasi tutti in prima.
La ripetizione dello schema è voluta: dopo due o tre schede il bambino sa già cosa deve fare e lavora da solo, e tu puoi seguire chi resta indietro. Cinquanta pagine A4 da stampare in bianco e nero, da usare una al giorno seguendo il metodo che hai scelto per la letto-scrittura.
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Cinquanta schede di pregrafismo, una per lettera e per forma: la parola-immagine, sei tracciati della maiuscola e sei della minuscola, il riquadro da colorare e quello da disegnare, e in fondo l'esercizio che fa la differenza: riconoscere la lettera fra i suoi sosia. Si usano una al giorno, seguendo il metodo scelto per la letto-scrittura.
Le schede non impongono un ordine: si possono usare in ordine alfabetico, oppure seguendo la sequenza di lettere del proprio metodo, che spesso parte dalle vocali e poi procede per consonanti più semplici. Conviene stampare, di settimana in settimana, le schede delle lettere che si stanno affrontando, invece di tutte e cinquanta insieme.
Lo schema sempre uguale è voluto: dopo due o tre schede il bambino sa già cosa fare e lavora da solo, e l'insegnante può seguire chi resta indietro. Una sequenza che funziona per ogni lettera:
È la parte più preziosa. Riconoscere la b fra d, D e q, o la u fra v e w, allena la discriminazione visiva, il punto su cui inciampano quasi tutti in prima. Chi sbaglia spesso fra b e d non ha necessariamente un problema: è normalissimo a sei anni. Se la confusione resta a lungo, però, vale la pena osservarla con attenzione.
Mentre i bambini ripassano, si osserva l'impugnatura della matita, la pressione, e soprattutto il verso del tracciato: da dove comincia la lettera? Una lettera tracciata nel verso sbagliato funziona in stampato, ma creerà difficoltà nel corsivo. Correggere il verso adesso costa molto meno.
Si può ingrandire la scheda, oppure far ripassare prima con un pennarello grosso, poi con la matita. Per chi ha difficoltà motorie, tracciare la lettera nella sabbia o nella farina prima del foglio aiuta a sentire il movimento.
Prima dell'alfabeto, per scaldare la mano, c'è Ricalca le linee. Altre schede di italiano per la prima sono nella raccolta Italiano.
Hai un dubbio che non riguarda questa scheda — il TFA, un concorso, la programmazione, l’anno di prova? Scrivici dal supporto insegnanti.
Una griglia vuota e otto righe di istruzioni da eseguire in ordine — «3 rosso, 2 giallo, 3 rosso» — come un programma. Alla fine compare la figura.
Apri risorsaMezzo cuore disegnato nel reticolo e un asse rosso al centro: si completa l’altra metà contando le caselle, usando i puntini come guida.
Apri risorsaLa pixel art senza calcoli: nelle caselle ci sono i numeri da 1 a 5 e la legenda dà un colore a ciascuno. Si riconosce il numero, si colora, compare la figura.
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