Una consegna sola, volutamente aperta: scrivi i numeri che conosci. È la prova d'ingresso più onesta che ci sia in prima, perché non mette un tetto. Chi scrive 1, 2, 3 e si ferma, chi arriva a venti, chi scrive 100 perché l'ha visto da qualche parte: sono bambini molto diversi, e nessuna scheda prestampata li distinguerebbe così in fretta.
Come proporla
La consegna si dice a voce, con semplicità: «Scrivete tutti i numeri che sapete scrivere». Non si danno esempi alla lavagna, per non suggerire da dove cominciare. Si lascia un tempo abbondante, e nessuno deve sentirsi in fretta.
Qualche bambino chiederà: «Anche quelli grandi?». La risposta è sì: qualunque numero conosca.
Cosa osservare
La scheda dice molte cose insieme:
- fin dove arriva: una prima misura di quanto il bambino conosce i numeri scritti
- se li scrive in ordine: chi scrive 1, 2, 3… ha la sequenza; chi scrive numeri sparsi li riconosce uno per uno
- come li scrive: le cifre specchiate — il 3 al contrario, il 7 rovesciato, il 2 girato — sono normalissime a sei anni
Le cifre specchiate non vanno corrette con insistenza a settembre. Vale la pena annotarle, però: a dicembre si guarda se qualcosa si è mosso, e se restano a lungo è un'informazione utile.
I numeri grandi
Chi scrive numeri grandi, come 100 o 1000, sta mostrando una curiosità da coltivare. Vale la pena chiedergli dove li ha visti — sulle targhe delle auto, sul telefono, sui prezzi — e usare le sue risposte per parlare con la classe di dove si trovano i numeri nel mondo.
Rifarla a fine anno
La stessa scheda, rifatta a giugno e messa accanto a quella di settembre, mostra a colpo d'occhio quanta strada è stata fatta. Per il bambino, e per la famiglia, è uno dei modi più immediati di vedere la crescita.
Adattamenti
Per chi non scrive ancora nessuna cifra, si può chiedere di mostrare i numeri con le dita, o di riconoscerli su un cartellone. Anche così la prova dà informazioni.
Per l'aula c'è il cartellone dei numeri da 1 a 10, e le altre prove sono nelle verifiche d’ingresso della classe prima.