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Classe secondaItaliano

Il mio passaporto dell'alunno

Prima pagina della scheda, con il titolo e l'inizio del contenuto

Il passaporto dell'alunno da stampare per l'inizio dell'anno: foto, nome, data di nascita, città, preferenze, le passioni e un messaggio scritto a sé stessi per l'anno che comincia.

Un passaporto vero: la foto in alto a sinistra tenuta da un pezzo di nastro adesivo disegnato, il mappamondo con l'aereo che gli gira intorno, e il nastro dove si scrive a chi appartiene. L'idea è quella e regge tutta la pagina — l'anno scolastico è un viaggio, e questo è il documento per partire.

I dati stanno in una griglia di otto caselle, ognuna con la sua icona: nome, data di nascita, compleanno, dove vivo, colore e animale preferiti, le passioni, cosa vorrei fare da grande. Le icone non sono decorazione: la casa, la torta, il gatto e la matita si riconoscono prima della parola scritta, e chi legge poco capisce lo stesso dove deve scrivere.

La riga che vale più di tutte è l'ultima, in fondo: «Un messaggio per me stesso di quest'anno». È una consegna diversa dalle otto di sopra, perché non chiede un dato ma un proposito, e va spiegata a voce — se la lasci passare in silenzio, metà classe ci scrive «ciao». Raccogli i passaporti, mettili via, e ritirali fuori a giugno: quella riga riletta a fine anno è la ragione per cui vale la pena farli.

Chiede di scrivere parecchio, quindi è per chi la prima elementare l'ha già fatta. In prima si può usare a fine anno, quando la scrittura c'è.

Una pagina in A4 verticale, in bianco e nero. Stampata su cartoncino regge fino a giugno.

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Come usarla in classe

Un passaporto vero, con la foto, il mappamondo, l'aereo e il nastro con il nome. L'idea regge tutta la pagina: l'anno scolastico è un viaggio, e questo è il documento per partire. È pensato per chi la prima l'ha già fatta, perché chiede di scrivere parecchio.

Presentare il viaggio

Conviene introdurre la scheda con l'idea che la sostiene: «Quest'anno faremo un viaggio insieme. Ogni viaggiatore ha il suo passaporto». Ai bambini l'idea piace molto, e compilano le caselle con più cura.

Le otto caselle

I dati stanno in una griglia di otto caselle, ognuna con la sua icona: la casa, la torta, il gatto, la matita. Le icone non sono decorazione: si riconoscono prima della parola scritta, e chi legge poco capisce lo stesso dove deve scrivere.

La riga da spiegare

L'ultima riga, «Un messaggio per me stesso di quest'anno», è la più importante e la più diversa dalle altre: non chiede un dato, ma un proposito. Va spiegata a voce, con qualche esempio: «Quest'anno voglio imparare a nuotare», «Voglio essere più paziente», «Voglio leggere tre libri». Se la si lascia passare in silenzio, metà classe ci scrive «ciao».

Metterli via fino a giugno

Il consiglio più importante: raccogliere i passaporti, metterli via, e tirarli fuori a giugno. Rileggere il messaggio scritto a settembre, alla fine dell'anno, è il momento in cui il passaporto dà il meglio. «Ci sei riuscito?». I bambini ci tengono moltissimo, e il confronto con se stessi di nove mesi prima è un piccolo esercizio di autovalutazione.

La foto

La foto in alto è tenuta da un nastro adesivo disegnato. Come per le altre schede del primo giorno, conviene avvisare prima le famiglie, perché mandino una foto piccola. Chi non la porta può disegnare il proprio ritratto.

In prima

In prima il passaporto si può usare a fine anno, quando la scrittura c'è. Diventa un modo per salutare la prima e prepararsi alla seconda.

Stamparlo

In bianco e nero si fotocopia facilmente; stampato su cartoncino, e piegato a metà, sembra ancora di più un passaporto vero.

Altre schede per il primo giorno sono nella sezione Accoglienza, come Mi presento. L'articolo sulle attività di fine anno racconta come usare i propositi di settembre per chiudere l'anno.

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