Una pagina densa sul vocabolario: le parole della scuola da elencare, le parti di un oggetto da collegare, e una tabella di sinonimi e contrari. Il vocabolario regola quanto un bambino capisce di tutto il resto, e questa prova lo misura in tre modi diversi.
Il primo esercizio: quante parole
Si parte da un esempio — nel portapenne c'è la matita — e si chiede di continuare. Quante parole arrivano dopo l'esempio è già una misura. Chi ne scrive una o due ha un vocabolario più povero, o ha bisogno di più tempo per recuperare le parole; chi ne scrive dieci ha un lessico ricco. Nessuna delle due cose è un giudizio: sono informazioni per scegliere come lavorare.
Il secondo esercizio: le parti di un tutto
Collegare scaffale e ripiano, finestra e davanzale, temperino e lama. Non sono sinonimi: sono parti di un oggetto. Per riconoscerle bisogna sapere com'è fatto l'oggetto, non solo come si chiama. È un esercizio più fine di quanto sembri, e chi lo fa bene ha una conoscenza del mondo solida.
Il terzo esercizio: simili o contrari
Undici coppie da classificare. Alcune sono facili — presente e assente, vicino e lontano —, altre chiedono attenzione: ragionare e riflettere, chiasso e frastuono, distratto e disattento. Una coppia è insolita, dividere e moltiplicare: sono operazioni opposte, ma non sono parole contrarie nel senso comune. Vale la pena discuterla con la classe.
Dopo la prova
Le parole emerse dal primo esercizio si possono raccogliere su un cartellone per campi semantici: le cose del portapenne, gli arredi dell'aula, le persone della scuola. Il cartellone cresce durante l'anno, e diventa un piccolo dizionario della classe.
Un gioco che rafforza il lessico: il «telegramma dei sinonimi». Un bambino dice una parola, e il compagno deve rispondere con un sinonimo entro tre secondi. Poi si passa ai contrari.
Arricchire il vocabolario
Un vocabolario si arricchisce soprattutto leggendo, e ascoltando leggere. La lettura ad alta voce dell'insegnante, anche in quarta e quinta, è uno degli strumenti più efficaci. Le parole nuove incontrate si possono annotare in un quaderno delle parole, una pagina per lettera.
Adattamenti
Per chi ha difficoltà di scrittura, il primo esercizio si può fare a voce. Per chi impara l'italiano, conviene partire dalle parole più concrete della scuola, con le immagini.
Le altre prove sono nelle verifiche d’ingresso della classe quarta e della classe quinta.