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Scuola dell'infanziaArte e immagine

Scheda di accoglienza per la scuola dell'infanzia

Prima pagina della scheda, con il titolo e l'inizio del contenuto

Scheda di accoglienza per la scuola dell'infanzia da stampare: mi piace, non mi piace, mi rende felice e ho bisogno di aiuto quando — tutto da disegnare.

La stessa idea della scheda per la primaria, rifatta per chi non scrive ancora: quattro riquadri grandi da riempire di disegno, e una sola riga da compilare — il nome, che di solito lo scrive la maestra.

I quattro riquadri sono «Mi piace», «Non mi piace», «Mi rende felice» e «Ho bisogno di aiuto quando…», ciascuno con il suo simbolo colorato in cima: il cuore, la croce rossa, la faccina, le mani che tengono un cuore. Un bambino di quattro anni li distingue senza che nessuno glieli spieghi.

Il terzo e il quarto riquadro sono quelli da guardare per primi quando raccogli i fogli. «Non mi piace» e «Ho bisogno di aiuto» sono le due cose che i bambini piccoli non dicono a voce nelle prime settimane, e che disegnano volentieri.

Si compila in cerchio, un riquadro alla volta, chiedendo a ciascuno di raccontare cosa ha disegnato: diventa la prima conversazione della sezione.

Una pagina in A4 verticale, a colori, da stampare così com'è.

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Come usarla in classe

Quattro riquadri da disegnare, per chi non scrive ancora: mi piace, non mi piace, mi rende felice, ho bisogno di aiuto quando. I simboli in cima a ogni riquadro dicono da soli cosa fare, e un bambino di quattro anni li distingue senza spiegazioni.

Un riquadro alla volta, in cerchio

Non si distribuisce il foglio e si aspetta. Funziona meglio così: si fa un riquadro alla volta, e dopo ogni riquadro ci si siede in cerchio e ognuno racconta cosa ha disegnato. Quattro momenti, anche in due giorni diversi. Diventa la prima vera conversazione della sezione.

Il nome in alto lo scrive l'insegnante, oppure il bambino lo copia da un cartellino, se lo sa già fare.

I due riquadri da leggere per primi

«Non mi piace» e «Ho bisogno di aiuto quando…» sono le due cose che i bambini piccoli non dicono a voce nelle prime settimane, e che invece disegnano volentieri. Un bambino che disegna il buio, un cane, il momento in cui la mamma va via, o le scarpe da allacciare, sta dando un'informazione preziosa. Vale la pena annotarla subito, con la sua spiegazione, perché il disegno da solo a volte non basta a capire.

Quello che emerge qui può cambiare piccole cose nell'accoglienza: un bambino che ha paura quando la porta si chiude può sedersi vicino all'insegnante nei primi giorni; uno che ha bisogno di aiuto per mangiare può avere un compagno accanto in mensa.

«Mi piace» e «Mi rende felice»

Sono i riquadri più facili, e danno spunti per le attività delle settimane successive. Se molti disegnano gli animali, la prossima storia può parlare di animali; se qualcuno disegna un gioco preciso, lo si può proporre in sezione.

Da condividere con le famiglie

I disegni, con le parole dei bambini annotate accanto, sono un ottimo punto di partenza per il primo colloquio con le famiglie. Mostrano la scuola vista dal bambino, e spesso i genitori riconoscono subito il senso di un disegno che l'insegnante non aveva capito.

Un'attenzione

Il riquadro «Non mi piace» può far emergere paure o difficoltà serie. Se un disegno preoccupa, non va commentato davanti al gruppo: si ascolta, si ringrazia, e si approfondisce con calma, con il team e con la famiglia.

Per le sezioni con bambini di età diverse ci sono le schede di accoglienza per la scuola dell’infanzia divise per tre, quattro e cinque anni, e altri materiali nella sezione Accoglienza.

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