Didattic
Scuola dell'infanzia

La nostra giornata: la routine della classe

Gli otto momenti della giornata elencati uno sotto l'altro, ognuno con il suo simbolo

Il cartello della routine giornaliera da stampare: accoglienza, lezione, intervallo, attività, pranzo, relazione e saluti, ognuno col suo simbolo da riconoscere a colpo d'occhio.

Otto momenti in fila, ognuno con il suo simbolo: accoglienza, lezione, intervallo, attività, pranzo, relazione, lezione, saluti. Si appende all'altezza dei bambini, non a quella della maestra.

Serve a una cosa precisa, e non è decorare la parete: un bambino che sa cosa viene dopo sta più tranquillo. Vale per tutti nelle prime settimane, quando la giornata è ancora sconosciuta, e vale tutto l'anno per chi fatica con i cambiamenti — è uno di quegli strumenti che si mettono in campo senza aspettare che sia una certificazione a chiederli.

I simboli contano più delle parole, perché all'infanzia e in prima nessuno legge «intervallo»: riconoscono l'orologio, il piatto con la posata, la porta, il libro aperto. Se hai una classe che non legge ancora, ritaglia le otto righe e ricomponile insieme a loro il primo giorno — capire in che ordine vanno è già l'attività.

Il foglio si può appendere intero, ma le righe si prestano a essere tagliate e attaccate con lo scotch di carta, così si spostano quando la giornata cambia: il giovedì della piscina, per dire, o il giorno che il pranzo slitta.

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Come usarla in classe

Otto momenti in fila, ognuno con il suo simbolo: accoglienza, lezione, intervallo, attività, pranzo, relazione, lezione, saluti. Serve a una cosa precisa: un bambino che sa cosa viene dopo sta più tranquillo. Vale per tutti nelle prime settimane, e tutto l'anno per chi fatica con i cambiamenti.

All'altezza dei bambini

Il cartello va appeso all'altezza degli occhi dei bambini, non a quella dell'insegnante. Deve essere qualcosa che guardano da soli, quando vogliono sapere cosa succede dopo, senza bisogno di chiedere.

I simboli prima delle parole

All'infanzia e in prima nessuno legge «intervallo», ma tutti riconoscono l'orologio, il piatto con la posata, la porta, il libro aperto. I simboli contano più delle parole. Conviene presentarli uno per uno i primi giorni, collegandoli a quello che si fa davvero: «Questo è il piatto: vuol dire che andiamo a mangiare».

Ricomporla insieme

Con una classe che non legge ancora, un'attività per il primo giorno: si ritagliano le otto righe e si ricompongono insieme ai bambini. Capire in che ordine vanno i momenti della giornata è già un'attività, e il cartello che ne esce è costruito dalla classe.

Una giornata che cambia

Le righe si possono tagliare e attaccare con il nastro di carta, così si spostano quando la giornata cambia: il giorno della piscina, quello in cui il pranzo slitta, quello dell'uscita didattica. Spostare la tessera prima che succeda, dicendolo alla classe, rende il cambiamento meno faticoso per chi ne ha paura.

Seguire la giornata

Durante la giornata, si può indicare il momento in corso con una molletta o una freccia che si sposta. A ogni passaggio, un bambino a turno sposta l'indicatore: «Adesso è l'intervallo». Vedere la freccia che avanza dice quanto manca all'uscita.

Non solo per chi ha bisogno

Il cartello della routine è uno di quegli strumenti che si mettono in campo senza aspettare una certificazione. Nelle prime settimane serve a tutti; dopo, resta per chi ne ha bisogno, senza che nessuno si senta diverso.

Per un'agenda più dettagliata c'è La mia giornata a scuola, e l'articolo sulle transizioni tra le attività racconta come rendere più semplici i passaggi della giornata.

Hai un dubbio che non riguarda questa scheda — il TFA, un concorso, la programmazione, l’anno di prova? Scrivici dal supporto insegnanti.

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