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Classe primaItaliano

Il gattino e la luna: ascolto, comprensione e memory

Prima pagina della scheda, con il titolo e l'inizio del contenuto

Prova d'ingresso di ascolto per la classe prima: il racconto del gattino Milo che vuole visitare la luna, con le domande e il memory da ritagliare. Tre pagine.

Un racconto breve da leggere ad alta voce e un gioco da costruire.

La storia è quella di Milo, un gattino curioso che vuole visitare la luna: una notte, con una sciarpa rossa, salta dal tetto e atterra su un mucchio di foglie. La luna, ridendo, gli dice che è troppo leggero per arrivare — e da quel giorno Milo la saluta ogni sera dal davanzale, e lei gli strizza l'occhio. È tutto in stampato maiuscolo, breve, e finisce bene.

Le pagine seguenti sono il memory: le immagini da ritagliare in schede quadrate di sette-otto centimetri, da incollare su cartoncino, due copie di ciascuna per un totale di sei carte. Le istruzioni per giocare ci sono, compresa la variante per giocare da soli.

Il gioco non è un premio dopo la prova: è la seconda parte della prova. Chi ricorda dove ha visto il gattino tre turni fa sta usando la stessa memoria di lavoro che serve per ricordare l'inizio della frase mentre ne legge la fine. Tre pagine in A4, con lo spazio per nome, data e classe.

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Come usarla in classe

Una prova d'ingresso per la prima che non chiede di leggere né di scrivere: si ascolta una storia, si risponde, poi si gioca. Nelle prime settimane di prima è proprio quello che serve, perché misura l'ascolto, la comprensione e la memoria senza pretendere competenze che i bambini non hanno ancora.

La lettura

Il racconto di Milo, il gattino che vuole visitare la luna, va letto dall'insegnante ad alta voce, lentamente, con i bambini seduti in cerchio o al banco senza niente davanti. Conviene leggerlo due volte: la prima per il piacere della storia, la seconda dicendo prima «Adesso ascoltate bene, perché dopo vi farò qualche domanda».

Le domande

Le domande si fanno a voce o, se la scheda lo prevede, con le immagini da indicare. Un bambino alla volta, se possibile, o a piccoli gruppi: in gruppo grande rispondono sempre gli stessi, e chi è timido non si vede.

Cosa osservare:

  • chi ricorda i personaggi e cosa fanno
  • chi ricorda l'ordine dei fatti — prima salta dal tetto, poi atterra sulle foglie
  • chi capisce la fine, cioè che la luna gli strizza l'occhio perché sono diventati amici
  • chi aggiunge dettagli che non ci sono: è segno di fantasia, ma anche di un ascolto meno preciso

Il memory

Le carte si ritagliano, si incollano su cartoncino e si giocano a coppie o a piccoli gruppi. Il memory non è il premio finale: è la seconda parte della prova. Ricordare dove si è vista una carta tre turni prima usa la stessa memoria di lavoro che servirà per leggere, quando bisogna tenere a mente l'inizio della parola mentre si decifra la fine.

Mentre si gioca, vale la pena annotare chi ricorda le posizioni, chi gira sempre carte a caso e chi aspetta il proprio turno con fatica.

Dopo

Il racconto si presta a un disegno — Milo sul tetto, Milo che saluta la luna — e a una piccola drammatizzazione, con un bambino che fa il gattino e uno la luna. Le carte del memory restano nell'angolo dei giochi della classe, e si possono riprendere nei momenti liberi.

Adattamenti

Per un bambino con difficoltà di attenzione, la storia si può leggere a lui da solo, con le immagini delle carte davanti come supporto. Il memory si può semplificare usando solo due o tre coppie.

Le altre prove per l'inizio della prima sono nelle verifiche d’ingresso della classe prima.

Hai un dubbio che non riguarda questa scheda — il TFA, un concorso, la programmazione, l’anno di prova? Scrivici dal supporto insegnanti.

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