Otto riquadri vuoti, otto nomi di colore accanto, e la consegna: «I colori. Colora tu!». I riquadri vuoti sono l'esercizio: il bambino deve andare a prendere il pastello giusto, e per farlo deve tenere insieme la parola scritta e il colore che nomina.
Parola e colore
Chi non legge ancora si fa aiutare dall'insegnante o da un compagno, e intanto guarda la parola mentre la sente. È un primo contatto con la parola scritta, legato a qualcosa di concreto: il colore. Molti bambini, dopo qualche settimana, riconoscono la parola «rosso» senza saper ancora leggere.
Colorarlo insieme
Il cartellone si può colorare da soli, una copia a testa, o insieme, ingrandito in A3. Nella versione in gruppo, ogni bambino colora un riquadro: si pesca un colore, si cerca il pastello, si colora. Il cartellone finito è di tutti.
Il riferimento dell'anno
Appeso in sezione, diventa il riferimento per tutto l'anno. Quando qualcuno chiede «come si chiama questo colore?», si va a vedere lì. È un piccolo strumento di autonomia: il bambino trova la risposta da solo.
Giochi per continuare
- il colore nascosto: si copre un riquadro, e si indovina quale manca
- l'ordine dei colori: si mescolano i nomi, e si rimettono al loro posto
- la caccia: si cerca in sezione qualcosa di ogni colore del cartellone
Colori più difficili
Arancione, viola, rosa e marrone sono i colori che i bambini confondono di più. Vale la pena dedicare a ciascuno un giorno, con oggetti di quel colore portati da casa. Il giorno del viola, il giorno dell'arancione: i bambini arrivano con qualcosa in mano, e il colore diventa una festa.
Per chi impara l'italiano
Per i bambini appena arrivati da un altro paese, il cartellone dei colori è uno dei primi strumenti per imparare parole italiane. Si può chiedere anche come si dicono i colori nella loro lingua, e scriverli accanto: il cartellone diventa multilingue, e il nuovo arrivato si sente parte della classe.
C'è anche la versione già colorata con i nomi, da usare parlando. Altri cartelloni sono nella raccolta Accoglienza.