Una scheda che trasforma una richiesta difficile in una spunta. Chiedere più tempo, o una pausa, davanti alla classe costa molto a un bambino; segnare una casella su un foglio no. È uno strumento semplice, e funziona solo se lo si usa con tutti.
Con tutta la classe, non con uno solo
Il punto più importante è questo: la scheda va proposta a tutta la classe, all'inizio dell'anno. Se la compila solo il bambino con una certificazione, diventa un'etichetta; se la compilano tutti, diventa un modo della classe di dire come si sta. E spesso sorprende: bambini che nessuno avrebbe immaginato segnano «ho bisogno di più tempo» o «ho bisogno di una pausa».
Come presentarla
Prima di distribuirla, una breve conversazione: «Tutti, a volte, abbiamo bisogno di qualcosa per stare meglio a scuola. Anche io.» Un esempio personale dell'insegnante — «io ho bisogno di silenzio quando correggo» — rende normale quello che la scheda chiede.
Si compila da soli, al banco, senza che i compagni guardino. Si può dire che il foglio lo leggerà solo l'insegnante.
Il riquadro in fondo
«Qualcosa di importante che gli adulti devono sapere di me» è lo spazio più prezioso. Le risposte vanno lette con attenzione: a volte sono semplici — «ho paura del temporale», «non vedo bene dal fondo» — a volte raccontano qualcosa di più serio. Se una risposta preoccupa, se ne parla a tu per tu, con calma, e se serve con la famiglia.
Cosa farne dopo
Le risposte si possono tradurre in piccoli cambiamenti concreti: chi ha bisogno di più tempo può ricevere un esercizio in meno, chi ha bisogno di spiegazioni semplici può avere la consegna anche scritta, chi ha bisogno di una pausa può avere un segnale concordato per chiederla senza parlare, come un cartoncino sul banco.
Riproporla
A gennaio conviene rifarla. I bisogni cambiano, e le risposte di settembre a metà anno non valgono più. Confrontare le due schede, con il bambino, è anche un modo per fargli vedere cosa è cambiato.
Altri strumenti per una didattica inclusiva sono nella sezione Sostegno, e l'articolo sull'autonomia dei bambini racconta come chiedere aiuto nel modo giusto possa diventare una competenza.