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Come organizzare l'accoglienza nei primi giorni di scuola

Un piano per la prima settimana: cosa preparare prima della campanella, cosa fare davvero il primo giorno e cosa conviene rimandare.

Scritto da Maestra Ilenia

, aggiornato il , 2 minuti di lettura

La porta di un’aula decorata con l’arcobaleno, la scritta «Benvenuti nella nostra classe», due bambini su un libro aperto e le matite colorate
In questo articolo
  1. Prima che suoni la campanella
  2. Il primo giorno
  3. La prima settimana
  4. E i genitori

I primi giorni non servono a insegnare. Servono a far entrare venticinque bambini in una stanza che non conoscono e a farli uscire, alle quattro, con la voglia di tornarci. Tutto il resto — il programma, le regole, i quaderni — viene dopo, e viene meglio se questa parte è riuscita.

Prima che suoni la campanella

Le cose che si preparano in agosto sono poche e si preparano una volta sola: i cartellini con i nomi, i contrassegni per gli appendiabiti, il cartellone dei giorni della settimana, le etichette dei quaderni. Sembra burocrazia e invece è la differenza fra una mattina in cui sai chi hai davanti e una in cui chiami tutti «tesoro».

Il consiglio che vale più di tutti: prepara il doppio dei cartellini. Uno si perde sempre, e il bambino a cui si è perso è quello che piange.

Il primo giorno

Un'attività sola, corta, che tutti possano finire. Il cerchio con i nomi, il disegno di sé, la scatola dell'estate: qualunque cosa purché abbia un inizio e una fine dentro la stessa ora. Un lavoro lasciato a metà il primo giorno diventa una cosa da recuperare, e le cose da recuperare sono la prima ansia dell'anno.

Le regole della classe non si scrivono il primo giorno. Si scrivono il terzo o il quarto, quando è già successo qualcosa che le rende necessarie: un turno saltato, una voce troppo alta. Una regola che nasce da un fatto la ricordano tutti; una regola letta da un cartellone la ricorda solo chi l'ha scritta.

La prima settimana

Tre cose, in quest'ordine: i nomi, gli spazi, i tempi. Chi sono i compagni, dov'è il bagno e dove si mette la merenda, quando si lavora e quando si può parlare. Sono le tre domande che un bambino di sei anni si fa davvero, e finché non hanno risposta non impara niente.

Il resto della settimana serve a guardare. Chi legge già, chi tiene la matita a pugno, chi non parla mai, chi non sta seduto. Non serve un test: serve stare zitte e osservare. Le verifiche d'ingresso, quando arriveranno, confermeranno quasi sempre quello che avevi già visto.

E i genitori

Una comunicazione sola, chiara, il primo giorno: cosa serve, a che ora, dove. Poi si aspetta. La prima riunione va bene dopo dieci giorni, quando hai qualcosa da raccontare che non sia il regolamento d'istituto.

Qui sotto ci sono le schede dell'accoglienza: cartelloni, cartellini, attività per il cerchio e per il primo quaderno. Si stampano e si usano così come sono.

Le schede di accoglienza

Da stampare e usare in classe, gratuite. Vedile tutte

Scuola dell'infanziaAccoglienza / primo giorno

Polaroid in bianco e nero

Cornice polaroid in bianco e nero da colorare: la versione neutra della scheda dei ricordi d'estate, adatta a tutta la classe.

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