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Classe primaFesta dei nonniItaliano

Nonno e nonna, che tesoro

Prima pagina della scheda, con il titolo e l'inizio del contenuto

Poesia per la Festa dei nonni, «Nonno e nonna, che tesoro»: dodici versi in rima da leggere, imparare a memoria o incollare sul biglietto.

Una poesia per la Festa dei nonni in rima baciata, costruita su immagini che i bambini riconoscono subito: le braccia come rifugio sicuro, l'abbraccio che caccia la paura, gli occhi come due stelle, le mani piene d'amore, i nonni come nido.

Il registro è affettuoso ma non svenevole, e la lunghezza — una dozzina di versi — è quella giusta per essere imparata a memoria in un paio di ripassi.

Si usa in tre modi: letta ad alta voce il 2 ottobre, copiata sul quaderno come esercizio di scrittura, oppure ritagliata e incollata dentro il biglietto d'auguri. Una pagina in A4.

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Come usarla in classe

Una poesia per la Festa dei nonni in rima baciata, con immagini che i bambini riconoscono subito: le braccia come rifugio, gli occhi come stelle, le mani piene d'amore. Una dozzina di versi, la lunghezza giusta per impararla a memoria in pochi giorni.

Tre modi di usarla

  • Letta ad alta voce il 2 ottobre, magari davanti ai nonni se la scuola li invita
  • Copiata sul quaderno come esercizio di scrittura, in bella calligrafia
  • Ritagliata e incollata dentro il biglietto d'auguri

Si possono anche combinare: si impara a memoria, si copia sul biglietto, e si recita consegnandolo.

Impararla

La poesia si legge prima dall'insegnante, lentamente, poi insieme. Si impara due versi alla volta, ripetendo ogni giorno quelli già imparati. Le immagini aiutano: si può chiedere ai bambini di accompagnare ogni verso con un gesto — le braccia che abbracciano, le mani sul cuore, gli occhi che brillano. Con i gesti, anche i più piccoli la ricordano in fretta.

Capirla

Prima di impararla, vale la pena parlarne: «Perché le braccia dei nonni sono un rifugio? Cosa vuol dire che sono un nido?». Le metafore sono semplici, ma spiegarle aiuta i bambini a dirla con il cuore, non solo a memoria. È anche un primo incontro con la lingua figurata, che tornerà in quarta con il testo poetico.

Le rime

La rima baciata è facile da riconoscere. In seconda e terza si può fare un piccolo gioco: si leggono due versi e si chiede di trovare le parole che fanno rima. Poi, chi vuole, prova ad aggiungere due versi suoi, sempre in rima, dedicati ai propri nonni.

Non tutti hanno i nonni

Per chi non ha i nonni, o li ha persi da poco, la poesia si può dedicare a un'altra persona anziana a cui si vuole bene. Conviene dirlo a tutti, con naturalezza.

Con le diverse età

  • In prima si impara a memoria e si incolla sul biglietto
  • In seconda si copia in bella, cercando le rime
  • In terza si copia, si illustra, e si aggiungono due versi propri

Altre schede per la festa sono nella pagina della Festa dei nonni, fra cui i biglietti di auguri e l'intervista ai nonni.

Hai un dubbio che non riguarda questa scheda — il TFA, un concorso, la programmazione, l’anno di prova? Scrivici dal supporto insegnanti.

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