Viva i coriandoli di Carnevale
Maschere di Carnevale da colorare e ritagliare, con le istruzioni per montarle con l'elastico. Da stampare su cartoncino.
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Le maschere della commedia dell'arte — Arlecchino, Pulcinella, Colombina, Pantalone, Brighella, Gianduja — con la filastrocca delle maschere italiane.
Un percorso sulle maschere tradizionali italiane: Pulcinella, Arlecchino, Pantalone, Colombina, Brighella, Balzone e Gianduja, ciascuna con la sua immagine e la sua identità.
Ad accompagnarle c'è la «Filastrocca delle maschere italiane», che ne fissa i tratti in due versi ciascuna — Arlecchino che salta e ride fra i colori, Pulcinella bianco e nero che fa il buffone, Pantalone brontolone. È il modo più veloce perché i bambini le distinguano e se le ricordino.
Il materiale porta il Carnevale oltre il travestimento: si può collegare alle regioni d'Italia, visto che ogni maschera viene da una città precisa, e diventa un piccolo percorso di geografia oltre che di tradizione.
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Le maschere della commedia dell'arte, ognuna con la sua immagine e i suoi tratti, e una filastrocca che le fissa in due versi ciascuna. È il materiale che porta il Carnevale oltre il travestimento: dentro ci sono tradizione, teatro e geografia.
La filastrocca delle maschere italiane è il modo più veloce perché i bambini le distinguano e le ricordino. Si legge ad alta voce, si impara a pezzi, si recita con i gesti: Arlecchino che salta fra i colori, Pulcinella che fa il buffone, Pantalone che brontola. Recitarla a gruppi, una maschera per gruppo, la rende un piccolo spettacolo.
Ogni maschera viene da una città precisa, e questo la trasforma in un percorso di geografia. Con una carta dell'Italia appesa in aula si possono collocare le maschere: Arlecchino a Bergamo, Pulcinella a Napoli, Pantalone a Venezia, Gianduja a Torino, Balanzone a Bologna. Dalla terza in su si può colorare una carta muta con le regioni delle maschere, e scoprire quante vengono dal nord e quante dal sud.
Le maschere nascono per il teatro, e ognuna ha un carattere: il servo furbo, il vecchio avaro, il dottore che parla difficile. Con i più grandi si può provare a improvvisare una piccola scena: due o tre bambini, ognuno una maschera, e una situazione semplice — Arlecchino ha rotto un piatto e deve nasconderlo a Pantalone. È un'attività che fa ridere e che allena l'espressione orale.
Le maschere si prestano bene a un testo descrittivo: com'è fatta, che carattere ha, cosa fa. In quarta e quinta si può chiedere di inventare una maschera nuova, per la propria città, con il suo nome, il costume e il carattere. È un lavoro creativo che mette insieme tutto quello che si è scoperto.
Dopo aver conosciuto le maschere, qualcuno vorrà travestirsi da una di loro. Il costume di Arlecchino, con le toppe colorate, si può fare anche con la carta, incollando rombi colorati su una maglietta di cartoncino.
Per i più piccoli basta riconoscere due o tre maschere e i loro colori. Per chi fatica a leggere, la filastrocca si impara a voce.
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Apri risorsaScheda di Carnevale da stampare: «Disegna il tuo vestito di Carnevale», una pagina per far progettare il costume ai bambini.
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