Diritti e doveri dei bambini

Percorso di educazione civica per il 20 novembre, Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia: i diritti dei bambini e i doveri che li accompagnano.
Un materiale per la Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia, che si celebra il 20 novembre. Si apre con i versi di Anna Sarfatti da «La Costituzione raccontata ai bambini»: «se chiami un diritto risponde un dovere, chi ha sete beva ma lavi il bicchiere, così chi vien dopo ha il bicchiere pulito».
È la chiave di tutto il percorso, ed è quella che di solito manca: i diritti vengono presentati insieme ai doveri corrispondenti, non come un elenco di cose dovute. Seguono i diritti dei bambini uno per uno — alla salute, alla religione, e gli altri — con le attività per fissarli.
Si presta bene al lavoro di gruppo: assegnare un diritto per squadra, farlo illustrare e poi comporre il cartellone della classe. È fra i materiali più solidi per l'ora di educazione civica al secondo ciclo.
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Come usarla in classe
Il 20 novembre è la Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia, l'anniversario della Convenzione ONU del 1989. Questo percorso parte da un'idea semplice, detta dai versi di Anna Sarfatti con cui si apre: a ogni diritto risponde un dovere. È la chiave che di solito manca quando si parla di diritti ai bambini.
Cominciare dai versi
La filastrocca d'apertura si legge ad alta voce, più volte: «se chiami un diritto risponde un dovere, chi ha sete beva ma lavi il bicchiere». Poi si chiede: «Cosa vuol dire? Perché si deve lavare il bicchiere?». I bambini arrivano da soli alla risposta — perché chi viene dopo lo trovi pulito — e hanno capito il rapporto fra diritto e dovere meglio di qualunque definizione.
Un diritto per gruppo
Il percorso si presta molto bene al lavoro a gruppi. Una proposta:
- si divide la classe in gruppi di tre o quattro
- a ogni gruppo si assegna un diritto: alla salute, all'istruzione, al gioco, a esprimere le proprie idee, alla religione
- il gruppo lo illustra, e scrive accanto il dovere che lo accompagna
- alla fine si compone un cartellone della classe con tutti i diritti e i loro doveri
Presentare il proprio diritto ai compagni è un piccolo esercizio di esposizione orale.
Dal diritto alla vita di classe
Il passo più interessante è portare il discorso nella classe: quali diritti abbiamo qui, a scuola? E quali doveri? Il diritto a essere ascoltati va con il dovere di ascoltare; il diritto a giocare, con quello di rispettare le regole del gioco. Le risposte possono arricchire il cartellone delle regole della classe.
Guardare fuori
Con i più grandi, in quarta e quinta, si può parlare anche dei bambini che nel mondo non vedono rispettati i propri diritti: chi non va a scuola, chi lavora. Va fatto con delicatezza, senza spaventare, e sempre chiudendo con ciò che si può fare, anche nel proprio piccolo.
Collegamenti con l'educazione civica
Il percorso si collega naturalmente alla Costituzione e alla convivenza civile, che sono il cuore dell'educazione civica alla primaria. Altre schede sono nella raccolta Educazione civica, e l'articolo sul cartellone delle regole di classe racconta come costruire regole condivise partendo dai bambini.
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